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Settecento

Durante il '700, tra barocco e roccocò, prevalgono tre tipi di pittura: la natura morta, i ritratti, il vedutismo e la pittura di paesaggio:
La veduta era già presente sin dal XVI sec ma si sviluppa, salvo eccezioni, nel '700 come aderenza al vero. Essa consiste nella rappresentazione topografica di una città, priviliegiando quelle con scroci suggestivi, soprattutto Venezia. Questo genere è favorito dai numerosi viaggi che gli intellettuali fanno in Europa e soprattutto a Venzia appunto, dove le vedute assumono spesso il ruolo di souvenir per i turisti. L'iniziatore di questo genere è van Wittel (vanvitelli) che compose molte vedute di città italiane, Roma in particolare. Attivo nel periodo è anche Giovanni Pannini, di Piacenza, che fece molte vedute di Piacenza e di Roma inserendo spesso nelle sue opere il capricco, ovvero combinazioni di elementi paesaggistici e architettonici incongruenti e fantastici. L'esponente più noto veneziano è Antonio Canal detto il Canaletto che fu uno dei più bravi vedutisti, grazie anche all'uso dell'atmosfera (utilizzo di piccolissimi particolari per favorire il vero) e della camera ottica (progenitore della macchina fotografica).

* La natura morta: massimo esponente di questo genere era Caravaggio, essa trova espressione in differenti soggetti, i più importanti dei quali sono frutta, verdura e libri.
* Pittura di paesaggio: molto diffusa al nord europa , i massimi esponenti sono Ricci e Magnasco.
* Ritratti: che si rifà alla pittura della realtà, orientata alla rappresentazione del vero; il ritratto inizia ad essere preso seriamente in considerazione dalla nuova borghesia che lo utilizza per incrementare la nobilità della propria famiglia. Tra i maggiori ritrattisti Galgario e Rosalba Carriera che utilizza i pastelli per ottenere sfumature raffinate.

Neoclassicismo

Le trasformazioni sul piano politico sociale e culturale modificano le concezioni estetiche e artistiche: si rifiutarono barocco e roccoccò visti come espressioni di un modo tradizionale e immobile; in pitturai temi più tradizionali furono rifiutati e la mitologia divenne espressione per pubbliche virtù morali, e non più per forme sensuali. Nella scultura si favorirono progetti di assoluta normalizzazione escludendo quindi finezze e estrosità del pasasto così come l'architettura che, allontanatosi dalle soluzioni fastose e decorate, inseguì modelli che riprendevano quelli antichi in grandiosità e solennità, semplificati però geometricamente, tanto da raggiungere un equlibrio sensibile alle esigenze comuni. I nuovi dettami etici ed estetici furono redatti dai teorici del classicismo: Winckelmann e Mengs. Soprattutto il primo ebbe un ruolo fondamentale in quest'epoca: egli inaugura la storia moderna dell'arte, non più considerata un tratto unico ma un'evoluzione e definisce la nuova estetica che coincide con il Bello intesto come nobile semplicità e tranquilla bellezza. Questo si può rivedere nell'arte greca, rivalutata e posta al centro dell'attenzione, anche se gli artisti si rifanno molto a Raffaello.

- Giovanni Piranesi: egli si dedica per lo più alle incisioni e alle vedute degli anni precedenti. Poichè egli vedeva l'antichità non come un mondo ideale perfetto, ma come un mondo dinamico spesso drammatico non può ricostruire l'antichità fedelmente ma inserisce nelle sue opere alterazioni e altri elementi, "capricci", incongruenti con la realtà del paesaggio. Fondò la scuola dei Pirandesi.

- Jacques-Louis David: egli compì un viaggio in Italia dove fece l'esperienza fondamentale dell'arte Italiana (Raffaello, Michelangelo, Caravaggio) e la conoscenza di WInckelmann e Mengs. Tornò in Francia e inizia a produrre opere tra cui il "Giuramento degli Orazi" (una sintesi perfetta di forma e contenuto, incarna gli ideali che sarebbero sfociati nella Rovoluzione francese: patriottismo, predominio del collettivo rispetto all'individuale, stoicismo ma anche sentimentalismo). Dopo la presa della Bastiglia entra nel governo francese e esalta i principi rivoluzionari. Compone la "Morte di Marat" con la quale esaltava un uomo che aveva speso la sua vita per la causa civile e che era finito assassinato: la scena è semplice per sottolineare l'essenziale, l'insegnamento morale ovvero lo spirito comune di Marat testo al bene comune fino all'ultimo nonostante le malattie (costretto in una vasca), ritratto quindi come un martire (turbante simbolo). Questo dipinto rimanda infatti alla deposizione di Cristo di Caravaggio, ponendo i due soggetti quasi sullo stesso piano: la luce è sempre di ascendenza caravaggesca. David esalta poi la figura di Napoleone, spesso idealizzata con sapore romantico-eroico. Dopo la restaurazione andò in esilio volontario e dipinse ancora alcune opere come "Marte disarmato da Venere e le Grazie" in cui celebra il potere rasserentante dell'amore che trionfa sullo spirito guerriero: il passato dei miti diventa così un modo per rifuggire il presente.

- Il Louvre: sotto Napoleone avviene un opera di razionalizzazione delle città: aumentano i cimiteri, le parrocchie vengono collocate in posti "strategici", vengono nominate vie, posti numeri civici e si aprirono i primi musei tra cui il Louvre: in esso vengono raccolte molte opere dapprima accatastate senza ordine logico e in seguito, con l'aiuto di David, raccolte sotto periodi storici. Egli voleva un museo contenente l'arte individuale, non quella nata per l'esaltazione e l'encomio. Napoleone fece affluire in esso le opere dei paesi conquistati; esso però, proprio con Napoleone, assunse, oltre alle finalità educative, anche quelle celebrative.

- Antonio Canova: nasce a Venezia, fa un viaggio a Roma dove può riflettere sulla classicità e sulla neoclassicità, incontrando pittori veneti ed esponenti neoclassici (Il Minotauro). Canova esprime l'arte come valore autonomo, supremo equilibrio di bellezza e proporzione. Compone dapprima Dedalo e Icaro e poi progetta monumenti funebri ispirandosi al Bernini (che integrava seppur in un epoca barocca elementi classici), superandolo con una partizione rigorosa di elementi che esclude anche effetti pittoreschi dei marmi. Erige così la tomba a Clemente XIV e quella a Clemente XIII nella quale abbracia il tema della morte come sonno sulla base di una clama tipicamente neoclassica. Compone Amore e Psiche: una delle sue maggiori opere tratta da una favola di Apuleio; Amore desta la ragazza che ha aperto un vaso da tenere chiuso, la punge con una sua saetta e la bacia con sottile erotismo, immergendo lo sguardo nei suoi occhi; il gruppo marmoreo è fondato su una serie di geometrie compositive e sul gioco delle rispondenze. Canova celebra l'amore neoclassico, secondo cui la bellezza deve essere pura, non turbata dalla passionalità; è inoltre una raprpesentazione idilliaca della giovinezza celebrata nelal sua trasparenza e un simbolo dell'amore-morte. Egli lavorò anche per Napoleone relizzando il ritratto di "Paolina Borghese" in cui la sorella di Napoleone è ritratta come una Venere vincitrice con sintesi di pittura veneta. Affronta di nuovo il tema del sepolcro richiamando la forma più antica del monumento funebre, la piramide e intrecciando il tema classico a quello cristiano: da una parte il corteo che ricorda la pietas romana, dall'altra la porta a cui si tende ricorda la concezione di morte cristiana. Il momento del trapasso corrisponde alle idee espresse da Foscolo, suo grande amico, ne "I Sepolcri, ovvero un momento di tristezza da cui la duplice funzione del sepolcro: la possibilità di un legame con i defunti e lo stimolo a egregie cose destato dalle tombe dei grandi. Egli cerca inoltre di sottrarsi all'azione devastatrice del tempo con la celebrazione dei valori dell'arte. Tutte le sue sculture erano passate, dopo aver arrotondato il marmo, con della cera e dell'ambra per renderle più reali possibili, così come faceva Taristile, scultore greco. Egli catalogò molte opere d'arte riuscendo, in alcuni casi, a riottenerle dopo l'esporazione napoleonica.

- Andrea Appiani: pittore lombardo fu promotore di una pittura accademica, priva di phatos, sentimento in quando strettamente condizionata dalla committenza prima statale poi privata. Nella ritrattistica però, dove non sentì questa pressione, si epsresse con più libertà raggiungendo discreti risultati.

- Jean Ingres: si formò in ambito neoclassico partecipando a un ateliers creato da David ma si allontanò da esso: egli fu influenzato dagli antichi e ancor di più dai Quattrocentisti italiani e poi da Raffaelo da cui assunse il concetto di bello naturale e l'adorazione per la bella forma: la sua arte sottometteva l'iportanza del soggetto a favore della perfezione dell'immagine. Egli raggiunse i suoi maggiori risultati con i ritratti che caratterizzò anche psicologicamente (uomo d'affari diventa simbolo epoca).

- Francesco Goya: nacque in Spagna e tutta la sua vita è caratterizzata da una feroce opposizione al monarca Ferdinando VII. L'inquisizione gli censurò la Maja desnuda che, rifatta, risultò altrettanto erotica e sensuale. Suggestionato dall'illuminismo espresse ne "La fucilazione del 3 maggio", quadro estremamente moderno nato come protesta all'invasione napoleonica, episodio storico in cui un gruppo di patrioti viene fucilato da soldati napoleonici, numerose emozioni, indagabili grazie alla luce della lanterna, dalla rabbia alla rassegnazione e fa risaltare il condannato con la camica bianca, simbolo della purezza del martire: nonostante i riferimenti religiosi, braccia a croce, il dramma rimane oscuro. Compose anche pitture nere per le loro predominanti tonalità cupe.

Architettura neoclassica

Nel periodo neoclassico le città vengono riorganizzate e vengono costruiti nuovi edifici tra cui molti teatri, ma anche strade, piazze.

* In inghilterra: si sviluppa lo stile "vittoriano" che è un continuum allo stile classico precedente e è rappresentato in particolare dalla rivalutazione del Palladio del mondo classico: esso rende un senso d'armonia, di comodità, intimità ed eleganza che, insieme alla sollenità, è utilizzato dai borghesi capitalisti per autocelebrarsi.

* USA: il neoclassicismo nell'architettura americana si mischia a forme di classicismo e di barocco, caratterizzate dall'ampio uso di vetrate. Gli edifici resi sono monumentali (spesso sono edifici statali o anche industriali, talvolta grotteschi), ma sono principalmente mimesi senza concetti d'originalità.

* Francia: in neoclassicismo fiorì nell'età napoleonica spesso per celebrare la figura dell'imperatore, e fece spunto dell'architettura romana dalla quale riprese per esempio il modello dell'arco di trionfo, presente anche a Milano, monumento celebrativo delle vittorie napoleoniche da cui partono le strade principali di Parigi. Importante è anche la Chiesa della Madeleine, rifacimento di un tempio greco, al di sotto dei quali stanno le tombe dei grandi rivoluzionari francesi.

* Italia: in Italia sorsero in questo periodo importanti costruzioni perlopiù con funzioen sociale tra cui bar. Quseto fenomeno colpi principalmente le città settentrionali tra cui Milano, Venezia, Padova e Torino. Gli architetti più famosi furono il Petrocchi (e il successivo Petrocchino) a Padova. A Milano sorse l'arco della pace (di Cagnola che progettò anche il Foro Bonaparte sempre a Milano che rimase però incompleto), celebrativo di Napoleone. Tutti questi edifici sono caratterizzati da elementi classici rivisitati con un nuovo spirito finalizzato a darne una funzione sociale. A Roma importante la piazza del popolo, anch'essa punto di incontro di più vie cittadine. Opera a Roma Giuseppe Valadier che si occupò di beni culturali, ristrutturando la città in termini di pubblica utilità (soresero acquedotti e caffè) ed esigenze simboliche. A Napoli sorge piazza del plebiscito, dove affluiscono le maggiori vie cittadine, che ricopre una forte funzione sociale. Testimonianza dell'ispirazione greca è la chiesa di san francesco di Paola che ricorda per dimensioni e struttura il Phanteon.

Romanticismo

Non si può datare con precisione ma ha il suo fulcro nella seconda metà dell'800; ha origine dalla Germania e dall'Inghilterra e il termine romantico si contrappose ben presto a quello classico. Il nuovo artista punta sulla riscoperta della fantasia, dell'irrazioanlità, del sentimento sulla base di una fusione più intima tra uomo e natura. Due teorie contribuirono alla definizione del Romanticismo: la teoria del sublime (sentimento misto di piacere e orrore suscitato dallo scatenarsi delgi elementi naturali) e la teoria del pittoresco (recupero di una dimensione spontanea, libera in contrasto con la compostezza e fredezza neoclassiche). Le due rivoluzioni, industriale e francese, furono alla base di questo movimento che fece dell'individualismo (nasce la figura dell'eroe romantico con il quale l'arte è espressione del proprio genio, della propria personalità, abbandonando la funzione razionale: molta importanza ha la ritrattistica), della natura (non più sentita come oggetto di studio ma come forza creatrice, potenza superiore: culto del paesaggio), della storia (rivalutazione medioevo come periodo turbinoso in cui si formarono i primi principi di nazionalità) e della religione (assunse varie forme identificandosi spesso come tensione all'infinito) i suoi caratteri costruttivi.

* I Nazareni: si svilupparono a Roma i pittori Nazareni così chiamati per la loro religiosità e per la moda dei capelli lunghi. Essi proponevano una pittura esente da virtuosismi tecnici capace di esprimere soprattutto contenuti religiosi,così come Raffaello, esplicitati in pitture di paesaggio e di genere.

* Puristi: movimento, presente anche in letteratura, che si pone come obbiettivo il ritorno ai modi dei pittori primitivi, antecedenti a Raffaello.

- In Germania: in Germania il romanticismo si sviluppò per lo più come pittura di paesaggio: l'opera più famosa è Il monaco in cima al mare dove è esplicitata alla perfezione l'angoscia dell'uomo di fronte all'immensità della natura.

- In Inghilterra: va collocata nell'ambito della rivoluzione industriale e è prevalentemente di matrice letteraria, fantastica e visionaria; si articola con tre artisti incentrati prevalentemente, con in Germania, sulla pittura di paesaggio:
1) Fussli: ha un gusto nordico caratterizzato dalle rappresentazioni di mostri, fate, folletti.
2) Constable: dipinge molte rappresentazioni naturalistiche ispirate al tranquillo villaggio d'infanzia, reso obbiettivamente. Non mancano però elementi d'inquietudine, dammatici. Molta importanza hanno le nuvole, il cui limite è definibile dall'uomo. Questa attenzione al paesaggio è tipica dell'area nordica, mentre in Italia si preferisce considerare il soggetto all'interno della natura, al contrario della pittura di Constable che descrive la natura dentro cui è collocato il soggetto, di secondaria importanza.
3) Turner: inizialmente si concentra sul disegno topografico ma ben presto dimostra interesse per gli effetti atmosferici del dipinto, svincolandosi sempre più dalla rappresentazione oggettiva, dalla veduta per diventare variazioni sui colori: le sue forme si dissolvono, gli spazi cessano di essere percepibili e i temi presentati sono spesso drammatici. Egli introduce un sentimento alla natura.

- In Francia: a differenza del romanticismo tedesco e inglese, quello francese si dedica al rapporto con la storia; si articola in due artisti:
1) Gericault: si ispirò inizialmente all'epopea napoleonica ma ben presto, dopo un soggiorno italiano, si staccò dalla produzione corrente. Dipinse ritratti di persone alienate nei quali, commissionati da un medico, partecipa con estrema pietà. Descrive così la storia del quotidiano e della sua sofferenza. Ne "La zattera della medusa" vi è una forte impostazione accademica e classica con richiami a Michelangelo: egli utilizza uno stile epico non per narrare vicende storiche ma per un fatto di cronaca che coinvolega solo gente comune, non eroi e fa delle passioni umane, del dolore, dell'angoscia la sua fonte di ispirazione. Utilizza il sistema delle diagonali.
2) Delacroix: considerato da molti un romantico per il suo entusiasmo per la guerra d'indipendenza turca e per l'orrere per gli episodi come il massacro di Scio, si considerò un classico, uomo d'ordine non incline ai rivoltamenti sociali. Compose molti quadri esotici e anche alcuni che divennero il simbolo della rivoluzione, in particolare La libertà guida il popolo, anche se in realtà avevano un significato più retorico che politico.

- In Italia: a causa della permanente impronta classicista della cultura le istanze romantiche tardarono; le opere d'arte che si presentarono furono legate alla committenza di signori. I maggiori esponenti furono:
1) Francesco Hayez: le sue opere si riferiscono ad avvenimenti storici, sempre per la committenza. E' specialista nell'uso dei colori e ha carratterstiche ispirategli dall'arte veneta. I soggetti delle sue opere non sono più freddi come nel neoclassicismo.
2) Il Piccio: grande conoscenza della pittura lombarda ma, a causa della sua scarsa cultura, non riuscì a rappresentarla. Nelle sue opere la natura è un tutt'uno con la figura ed è evocata: il suo linguaggio è molto innovativo.

Realismo

L’Europa dalla seconda metà del secolo XIX fino alla prima guerra mondiale è caratterizzata da una crescita in tutti i settori delle economia e del lavoro con nascita di industrie e tecnologie. È l’età della borghesia in cui cresce l’illusione di poter controllare razionalmente la realtà e di poterla effettivamente dominare con la propria capacità imprenditoriale. Questi atteggiamenti sfociano nel positivismo che permea la cultura dell’epoca fonda sulla fiducia nella ragione come strumento di conoscenza, rafforzato dai progressi tecnologici in campo industriale, delle comunicazioni, dei trasporti. Da tutto ciò consegue una trasformazione delle condizioni di vita di tutti i ceti sociali. Mutano le condizioni degli artisti e sono presenti nuove tecniche operative inedite come la fotografia e il cinema. Il fatto che la borghesia sostituisse l’aristocrazia come classe dominante determinò diverse conseguenze:i nuovi ricchi assunsero i criteri già propri della nobiltà per ragioni di emulazione (ritratti). Nobili e borghesi, accomunati dall’estetica, approfittando della comparsa della figura del mercante d’arte (intermediario) acquistavano numerosi quadri nei Salons (esposizioni per farsi conoscere) per ragioni di ostentazione. Nasce così il cattivo gusto che delinea una crisi di numerosi artisti: coloro che non rientrano nei canoni accademici vengono messi da parte e non considerati. Gli artisti dovettero faticare per affermarsi anche se non mancarono collezionisti coraggiosi disposti a comprare opere di realisti e impressionisti.
L’aspirazione al realismo era già presente negli animi romantici nei vari ambiti di espressione: ritratti, paesaggio visto con adesione al vero ma spesso insidiati da motivazioni idealistiche o didascaliche che minavano l’effetto realista. Con il tramonto del romanticismo e l’ascesa del positivismo, e quindi della valutazione scientifica della realtà, si arrivò, per gradi, all’attenzione ai particolari della realtà, inquietante, che veniva sviscerata e analizzata. Dopo la nascita della fotografia nel 1838 (Da guerre) essa ebbe rapporti non facili con la pittura: sviluppando soprattutto la ritrattistica sottrasse occasioni di lavoro ai pittori, fornendo prodotti più accessibili e meno costosi, riscuotendo una grande successo internazionale. Gli artisti però iniziarono a tener conto delle possibilità offerte, utilizzandolo per raffigurare soggetti poi inseriti in composizioni più ampie con un risparmio rispetto alla presenza continua dei viventi.

* Jean Baptiste Camille Corot: (1796 – 1875): egli impose l’originalità della visione del paesaggio aderente al vero, costretto anche dalle richieste della committenza a dipingere scenari naturali animati da presenze mitologiche, sulla base Poussin. Dipingeva di fronte al vero anche aspetti apparentemente marginali del paesaggio. Fu sensibile alla percezione dell’ora dipingendo a volte en plein air. Usa pennellate veloci e forti che lo discostano dalla pittura veneta ma ha invece una spinta impressionista e usa spesso la sfumatura per l’impressione di infinito. A barbizon fa parte di un sodalizio artistico i cui membri intendo vivere in comunanza di intenti sulla base di una sensibilità per la natura.

* Francois Millet (1814-1875): coltivò sempre una pittura di paesaggio ispirata alla Normandia natale a volte secondo modalità liriche. Fu influenzato dalla pittura inglese (Constable). Un’opera significativa è Le spigolatrici in cui le tre donne chine sul lavoro sono rese in termini scultorei, viste come in un rituale nobile e lento. Le immagini mancano di asprezza ma in questo modo si fa comunque strada un realismo sociale. Ne L’Angelus Millet esprime la moralità della terra: i due contadini interrompono il lavoro e si raccolgono in preghiera: le figure sono monumentali, i colori smorzati a rendere la suggestione dell’ora in un’opera popolare, il cui significato è religioso e sentimentale in quanto esprime la tristezza, solitudine.

* Honoré Daumier (1808 – 1879): giornalista, grafico si dedicò dapprima alle caricature usate per comunicare i vero a tutte le categorie sociali. Fu incarcerato e utilizzò in seguito altri metodi ironici di satira con finalità politica. Abbandonò gli aspetti romantici della pittura e elaborò una concezione per cui l’arte non è fine a sé stessa ma è strumento di partecipazione e di lotta, assume valore politico. Nel vagone di terza classe l’artista raffigura uno scompartimento sovraffollato in cui si mostra la stanchezza, la miseria, e i disagi dei viaggiatori tramite il contrasto luce – ombra. Anche questo quadro diventa denuncia della contemporaneità. Nell’ultimo periodo di attività assunse tratti sempre più sintetici in cui si accentuano le deformazioni lineari e i contrasti cromatici e si ricorre a una sempre maggiore semplificazione formale. Posizioni troppo estreme per i contemporanei.

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