*SaRi* di *SaRi*
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Il 1700

Tra il '600 e '700 ci fu la nascita della scienza, ossia della ricerca della verità attraverso la ragione, superando il dualismo tra fede e ragione, a favore di quest'ultima, si arrivò a rivolgimenti culturali, sociali, economici e politici. Il Settecento è uno dei secoli di maggiore forza intellettuale. E' il secolo dell'Illuminismo, quel vasto movimento filosofico-culturale che, nato in Inghilterra e poi diffusosi in tutta Europa, dava un'illimitata fiducia alla ragione, strumento comune a tutti gli uomini in grado di liberarli dal pregiudizio e dall'ignoranza. Si parla infatti del secolo dei lumi: cioè il contrasto tra la chiarezza razionale e l'oscurità dell'ignoranza.
In arte tutto ciò significa l'opposizione al barocco, ai suoi eccessi e alla sua artificiosità, l'opposizione ai forti contrasti chiaroscurali, il recupero della leggerezza delle forme e della luminosità (che porta alla "schiarita" dei colori). Significa anche il ritorno alla natura, ritorno alla vita in cui l'uomo era ancora puro prima delle degenerazioni causate dalla società.
Si tratta di una natura vista come evasione dalla società, una natura razionale, elegante e sognata (è quel movimento culturale chiamato "Arcadia").
La ricerca di chiarezza conduce dal barocco al neoclassicismo, mentre il periodo intermedio tra i due movimenti artistici venne chiamato "rococò" o "barocchetto". Due termini utilizzati negativamente, perché in questo periodo l'arte riprendeva ancora i modelli del Barocco, portandoli sempre più ad una esasperazione. Arte di tipo bizzarro, elegante, che vuole affascinare l'osservatore.
Ora, con il razionalismo settecentesco, anche il significato dell'arte cambia. Per secoli si era ritenuto che l'arte avesse il compito di imitare la natura o rappresentare le verità religiose rendendole accessibili alle masse, per la prima volta essa si svincola da ogni fine, si riconosce autonoma e diventa espressione della fantasia e del sentimento più che della ragione

PIAZZETTA

Grande pittore veneziano. Studiò prima in patria e poi a Bologna, dove conobbe opere della tradizione seicentesca (Carracci e Guercino) e dove divenne allievo di Crespi. Dopo lunghi anni di studio tornò a Venezia, dove rimase fino alla morte dedicandosi alle sue opere. Caratteristiche del Piazzetta sono le rappresentazioni "tenebrose", cioè atmosfere buie dalle quali si distaccano i corpi chiari dei personaggi e l'attenzione al fattore umano che nasce dal Crespi. Susanna e i vecchioni: la luce e il chiaroscuro sono sicuramente le caratteristiche predominanti, essa indaga i corpi, i visi della giovane e dei vecchi. Grande resa espressiva, drammaticità e dinamismo nella figura della giovane che si allontana dagli altri due personaggi. Sensualità, carnalità e concretezza. Stile abbozzato, pittura già un po' a macchie. La gloria di San Domenico: unica opera decorativa. Rifacendosi a Correggio e a Veronese (scorcio di sotto in su), colloca sul bordo della cornice alcuni personaggi, anche qui un accenno al moto a spirale, infatti San Domenico sta salendo verso il cielo. Man mano i toni si alleggeriscono, fino ad arrivare al chiarore al centro del dipinto (concilia perfettamente la solidità tipica del Piazzetta con l'incorporeità celeste). Colori brillanti e chiari. Composizione a triangolo. Realismo e illusionismo architettonico.

TIEPOLO

Veneziano, il più grande pittore del secolo. Riprese la tradizione veneziana del colore, in particolare di Veronese, che consisteva nell'accostamento di colori complementari, o anche solo contrari (bianco e nero), con lo scopo di creare una luminosità più intensa. La sua caratteristica principale è appunto il colore, e la luce, che combinati insieme danno effetti ogni volta differenti. Si occupò della decorazione del Palazzo Arcivescovile a Udine. Rachele che nasconde gli idoli: l'ambientazione è pastorale di gusto arcadico, dove tutta la natura è vista con gli occhi della fantasia. Sembra una rappresentazione teatrale, grazie anche alla cornice, alla scenografia che racchiude la scena. La composizione delle figure centrali è piramidale, suggerita dal tendone sulla destra e dalla convergenza degli alberi. Ma non è fissa, anzi tutto è in movimento. Anche i colori sono studiati in modo progressivo: a destra sono relativamente scuri, per poi giungere a quelli chiari, quasi trasparenti sulla sinistra. I colori ma anche la luce sottolineano i vari piani (al centro le persone sono in piena luce). Grazie alla sua bravura è conosciuto in tutta Europa e anche molto richiesto. Sui opere si trovano a Milano, Bergamo, Venezia. Qui decora Palazzo Labia, ad esempio nel salone vi è il dipinto L'incontro di Antonio e Cleopatra. L'episodio storico viene rappresentato dall'autore in chiave innovativa. I due personaggi sembrano degli attori che recitano l'incontro tra i due eroi antichi, ma il linguaggio, i costumi e gli atteggiamenti sono chiaramente settecenteschi. Antonio accoglie galantemente Cleopatra, una donna bionda in abito sfarzoso ed elegante. C'è sicuramente vena ironica. La scena avviene al centro di una cornice, come se fosse il palcoscenico, un arco sorretto da due colonne. Colori chiari.
Viene chiamato a decorare la Sala imperiale e il soffitto dello scalone della residenza di Würzburg in Germania. Il tema proposto era l'esaltazione del principato e del vescovo, diventato principe. Nella Sala imperiale, la prima ad essere affrescata, si trova il riconoscimento del potere del principe e l'elogio di Federico Barbarossa, colui che lo aveva investito dei suoi poteri. Il tema non condizionò l'autore, sminuendo la tecnica, al contrario, il Tiepolo creò due affreschi straordinari, che grazie allo splendore degli abiti, alla ricchezza dei luoghi e delle forme e alla luminosità dei colori, attraggono molto di più lo spettatore, che si interessa in misura minore al contenuto. Apollo che conduce all'imperatore Federico Barbarossa la promessa sposa Beatrice di Borgogna: sul soffitto. Prospettiva aerea, di sotto in su (dal Mantegna e Correggio). La luce delinea soprattutto le figure centrali, mentre quelle i primo piano sono in ombra. Il sole illumina i protagonisti. Grande dinamismo e ricchezza delle decorazioni. Il matrimonio di Federico e Beatrice celebrato dal vescovo di Würzburg: sul lato. Gusto teatrale, scenografia con un tendaggio che racchiude la scena. Studio prospettico, punto di fuga molto basso e nella rappresentazione dell'architettura sullo sfondo. Piani ben definiti, nelle arcate e balaustre.
La decorazione della volta sovrastante lo scalone affronta il tema politico: le quattro parti del mondo allora conosciuto (Europa, Africa, America e Asia) rendono omaggio al vescovo, mentre in cielo anche Apollo e gli dei ne riconoscono la grandezza. Nelle rappresentazioni di questi temi Tiepolo usa dell'umorismo, lui stesso mostra di beffare il vescovo che al contrario tanto elogia la sua potenza. Le quattro parti del mondo sono dipinte sotto forma di uomini, donne e animali e sono poste ciascuna su uno dei quattro lati del rettangolo, mentre sulla volta vi sono le divinità e una figura femminile, che simboleggia la fama, mostra il ritratto del principe. Tornato in Italia, viene chiamato per la decorazione di Villa Valmarana ai Nani a Vicenza. I temi trattati sono presi dai grandi poemi epici e cavallereschi: le scene del sacrificio di Ifigenia, dell'Iliade, dell'Eneide, dell'Orlando Furioso e della Gerusalemme Liberata. Dei protagonisti non rappresenta l'eroismo, ma piuttosto il conflitto interiore fra amore e dovere. Questi affreschi sono rappresentati non nelle vaste sale di grandi palazzi, ma nelle salette di una piccola villa di campagna, già questo sottolinea una dimensione più umana, adeguata agli affetti e ai sentimenti quotidiani. Ambientazione con illusionismo architettonico. Prospettiva centrale. Rinaldo abbandona Armida.

CRESPI

A Bologna emerge la figura del Crespi, che si distacca nettamente dall'ambiente chiuso della città dimostrando un'assoluta indipendenza. Egli si forma sulle opere dei Carracci e dei veneti, ma in lui non vi è nulla di imitativo. La sua prima grande opera è la decorazione sui soffitti di due sale di Palazzo Pèpoli a Bologna, dove doveva rappresentare il tema mitologico. Figure mitologiche: scorcio di sotto in su, gusto teatrale, cornice che racchiude la scena e illusionismo architettonico, umanità dei personaggi e quotidianità (primavera raffigurata come una popolana), sottolineata soprattutto dai sorrisi e dalla vena umoristica dell'autore. La sguattera: ricorda gli interni del Vermeer (donna di schiena), è rappresentata in termini più umani, più cordiali, scena quotidiana. Importante caratteristica è la luce, che scruta con attenzione i vari piani, carezzando le carni. Crespi rappresenta con la stessa ricerca del quotidiano sia le scene di vita comune, sia le scene religiose. La confessione: non c'è niente di retorico, atteggiamenti semplici, aspetto quotidiano. E' spinto da uno spirito antimonumentale e anticonformista, che lo porta a prediligere la semplicità e il realismo.

VEDUTISMO

Accanto alla scena di genere o ambientale e al ritratto, l'altra tipica rappresentazione settecentesca è la "veduta". E' un documento oggettivo di luoghi o eventi storici, richiesto da committenti locali o da visitatori stranieri che si diffuse particolarmente a Venezia, della quale veniva rappresentata la sua straordinaria bellezza e il fasto delle cerimonie che venivano celebrate. Sono vedute scrupolose: spesso per ottenere delle rappresentazioni il più veritiere possibile si utilizzava la camera ottica. Uno strumento che, facendo passare all'interno la luce, mediante un piccolo foro, permetteva di proiettare l'immagine reale sulla superficie opposta, raddrizzata e resa nitida con lenti e specchi, veniva riflessa su uno schermo, dove il pittore poteva ricalcarla. La camera ottica non deve essere considerata uno strumento che annulla la personalità dell'artista, è necessaria per cogliere l'oggettività della prospettiva, delle proporzioni, cosa che non sarebbe possibile, o risulterebbe comunque meno precisa se fatta ad occhi nudo.
Ci sono due filoni principali: uno si dedica al paesaggio di fantasia o "capriccio", ossia dipinge un paesaggio totalmente inventato o, molto spesso, costituito da più elementi reali, tratti da luoghi differenti, e mescolati tra loro. Questo filone del vedutismo risponde alle esigenze del "pittoresco", tutto ciò che vi è nella natura di libero, inconsueto e fantasioso che attira l'artista. Il secondo filone preferisce invece riprodurre scrupolosamente e oggettivamente la realtà.

CANALETTO

Il più importante vedutista veneziano. Si serve della camera ottica, ma le sue vedute non sono semplici rappresentazioni della realtà del suo tempo, egli riesce a rappresentare la bellezza, lo splendore e l'atmosfera della città, quando è animata da tante o da poche persone, nei momenti di festa o nel quotidiano. Il pittore usa tocchi che sintetizzano le forme degli uomini e il moto ondoso delle acque attraverso le macchie di colore e soprattutto attraverso la luce. Il ritorno del Bucintoro: rappresenta un giorno di festa. Veduta del Canal Grande: rappresenta invece Venezia nella sua quotidianità.

GUARDI

I suoi temi preferiti sono le vedute su Venezia, ma mentre Canaletto rappresenta la città nel suo splendore, con una visione cristallina e luminoso, Guardi osserva i luoghi prediligendo l'uso della memoria, piuttosto che quello della camera ottica. Egli fa parte del filone del capriccio, osserva la realtà e la e la rappresenta in chiave personale, intima e quasi sognata. Vede Venezia non nella sua gloria e nella sua bellezza, ma ne sottolinea la decadenza, si legge una forte nostalgia nelle opere del Guardi, un rimpianto per la grandezza passata (solo dopo pochi anni dalla morte del pittore, Venezia verrà ceduta da Napoleone all'Austria). I colori sono più tenui, le luci sempre molto sfuocate, si vede molto di più la tecnica a macchie, le forme si sfaldano. Il Rio dei Mendicanti e Gondola sulla laguna.

WATTEAU

Il ragazzino rappresenta la maschera del teatro francese. Egli si trova in primo piano, dominando quasi completamente la superficie del quadro, la sua figura si trova distaccata dalle altre in secondo piano, appare solitaria, chiusa in se stessa. Le sue braccia e le mani abbandonate lungo il corpo, la luminosità dell'abito bianco, la sua stessa espressione accentuano la malinconia. L'imbarco per Citèra: i vari personaggi sono colti in vari atteggiamenti nel momento in cui stanno per partire verso l'isola. Ci sono dame e cavalieri; alcune coppie stanno ancora sedute a parlare, altre si stanno incamminando verso la barca. La scena è ambientata in un bosco frondoso, in lontananza si intravede l'isola in mezzo alla foschia (sia per sottolineare la spazialità, sia per dare l'idea che l'isola è solo un sogno). Tema della natura sognata e idealizzata. Insegna di Gersaint: raffigura vari personaggi in una galleria d'arte.

HOGARTH

Si occupa della rappresentazione di ambienti familiari, ciò assume un aspetto di satira rivolta verso la società di allora. Matrimonio alla moda: serie di dipinti che raffigurano un matrimonio contratto per interessi, non per amore, con le conseguenze della noia, del tradimento, ecc. Il contratto: i due genitori seduti al tavolino si stanno accordando per il matrimonio. Elementi rococò, è una scena di genere. L'autore usa molta ironia.

GAINSBOROUGH

Uno dei più famosi ritrattisti del settecento in Inghilterra. Sarebbe stato portato più alla rappresentazione della natura, ma per necessità di vita fu costretto a dedicarsi ai ritratti. La foresta di Gainsborough: tema della natura sognata. Mary, contessa di Howe: la figura della donna è inserita nel paesaggio in modo molto equilibrato. Grande grazia, eleganza e raffinatezza.

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