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Il seicento e il settecento nell’arte

Il periodo storico tra il seicento ed il settecento è caratterizzato dall’assolutismo sovrano in campo politico e dai trionfi della scienza nel campo filosofico ed intellettuale.

E’ infatti il periodo dei grandi monarchi europei e dell’illuminismo, che esalta la ragione a scapito della fede e del sentimento.

Per quanto riguarda l’arte e la moda, il XVII secolo - e soprattutto il successivo XVIII secolo - è passato alla storia come un secolo fatuo, fatto di frivolezze, pizzi, merletti e grandi feste, ma questo giudizio non corrisponde del tutto a realtà: il seicento fu infatti un periodo di grandi studi, scoperte e forza intellettuale.
E’ infatti in quest’epoca che nasce e si sviluppa l’Illuminismo, che cerca di capire la realtà con i “lumi” della ragione, che si pone come obiettivo di liberare l’uomo dall’ignoranza e dai pregiudizi.

E’ anche per questo che, qualche tempo più tardi, nel settecento, si ha la nascita di una “opposizione” al barocco e al suo stile artificioso, al quale si contrappongono maggior leggerezza e “bella semplicità”.
Nasce dunque quello che viene definito rococò, che trae la sua ispirazione dai temi idilliaci e bucolici dell’Arcadia, ma nel quale tuttavia permane il gusto per la teatralità tipico del barocco.

Il rococò caratterizza tutto il periodo storico tra il barocco e il neoclassicismo.
Il nome stravagante sta ad indicare il carattere bizzarro e capriccioso dello stile, da molti visto come un barocco più leggero e raffinato.

Per la prima volta, a partire dal seicento, l’arte si trova ad essere svincolata da ogni fine e resa autonoma, unica espressione di sentimento e fantasia.
L’arte di questo periodo non ha dunque niente a che fare con la ragione, ed è indipendente anche dalle regole classiche, giacché le regole distruggono il sentimento genuino.

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