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S.Maria delle Grazie: il coro è un cubo coperto a cupola raccordata da pennacchi sul quale si addossa una scarsella cubica. Era una chiesa domenicana che doveva essere ricostruita per diventare Mausoleo degli Sforza. All'esterno la tribuna si presenta come un monumentale cubo, dal quale si dipartono dai fianchi le due absidi semicircolari.


Roma

Con la caduta di Ludovico il Moro si trasferì a Roma dove ebbe subito importanti commissioni. Da papa Alessandro VI fu nominato sottoarchitetto e lavorò poi per Giulio II come primo architetto, vincendo la concorrenza di Giuliano da Sangallo. Il contatto con i resti dell'architettura romana ebbe su di lui una grande influenza, provocando una profonda evoluzione tanto che già sue prime opere romane sono molto diverse dalle ultime milanesi.

Chiostro di S.Maria della Pace: commissionato dal cardinale Oliviero Carafa. Rappresenta una delle opere più importanti del Rinascimento cinquecentesco e fu tra le prime opere romane progettate da Bramante dopo il periodo milanese. La pianta quadrata è ottenuta attraverso la ripetizione di un modulo pari alla larghezza del portico, che dimensiona il vuoto centrale (4x4) e il refettorio adiacente (2x4). Lo spazio centrale è circondato da 16 pilastri che formano un portico continuo di volte a crociera. E' costituito da due ordini dove il secondo è 1/4 in meno del primo. (proporzionati secondo la regola vitruviana) Il primo livello presenta un ordine di paraste ionico che sostiene una trabeazione con fregio continuo e al secondo vi è un ordine di paraste pseudo-corinzio. All'angolo le colonne sono inglobate nel pilastro e fuoriescono solo le volute.

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