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Rosso Fiorentino (1495-1540)

Giovan Battista di Jacopo detto Rosso Fiorentino fu, come Pontorno, un allievo di Andrea del Sarto e, come lui, fu anche uno dei maggiori interpreti della nuova sensibilità circolante nel Manierismo. Un’opera importante è sicuramente la “Deposizione” ispirata all’omonimo soggetto realizzato da Filippino Lippi e portato a termine da Pietro Perugino, da cui Rosso Fiorentino si discosta soprattutto nell’elemento fondamentale della croce.
Infatti, l’artista manierista dipinge una croce pesante e massiccia, che taglia sia verticalmente sia orizzontalmente la tavola e su cui si appoggiano ben tre scale in diverse posizioni che contribuiscono ad una netta divisione dello spazio. In questa tavola ci sono molti personaggi e soprattutto quelli maschili sono atteggiati in modo scomposto e concitato, con una complessità che è tenuta a bada dalla circolarità dell’immagine come fosse soggetta ad una rotazione perpetua che attira lo sguardo proprio come i colori.

Le zone di luce ed ombra sono pertanto nettamente distinte e manca quella gradualità solitamente garantita da passaggi chiaroscurali che insistono sui panneggi delle vesti: in questo caso gli abiti sono addirittura taglienti e non smussano affatto le forme, anzi ne irrigidiscono ancora di più la geometria!

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