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Rinascimento a Venezia

Se nel Quattrocento a Padova prevalsero gli interessi antiquari legati agli umanisti e ai collezionisti, espressi dalla pittura della bottega dello Squarcione e influenzati in seguito dalla pittura di Mantegna, Venezia rimase legata fin oltre alla metà del Quattrocento alla cultura tardogotica e alla tradizione bizantina. Nonostante il soggiorno in città di artisti toscani, la pittura locale si aprì al Rinascimento italiano solo dopo la metà del secolo, in seguito alla caduta di Costantinopoli in mano musulmana nel 1453 e al conseguente orientamento espansionistico in terraferma. Venezia si confermò allora terra di scambi in quanto meta prediletta degli artisti tedeschi e fiamminghi e luogo dove si potevano osservare fogge e merci provenienti da paesi lontani. Caratteristico dell'ambiente veneziano fu il gusto per le grandi composizioni scenografiche, favorito, negli ultimi decenni del Quattrocento, dall'introduzione dei cicli decorativi su tele monumentali destinate alle Scuole e alla pubblica celebrazione del governo della Repubblica. L'adozione della tela di lino o canapa, nuovo e più leggere supporto, permetteva di realizzare opere di grande formato in bottega, arrotolare, trasportarle facilmente ovunque e rimontarle su telai di legno, in più la pittura su tela era mano sensibile all'umidità rispetto all'affresco, un vantaggio molto importante nella città lagunare.

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