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Rinascimento

Il nome rinascimento fu dato da Giorgio Vasari sempre nel periodo del rinascimento con un significato esplicativo, infatti, la parola “rinascimento” indica la rinascita del mondo classico.

Contesto storico: Stesso del Gotico Internazionale.

Cronologia: In Italia 1400 e 1500. Viene, però al suo interno diviso in vari periodi:
1. 1400 = Primo rinascimento.
2. 1400-1520(morte di Raffaello) = Rinascimento classico.
3. 1520-fine 1500 = Manierismo.

Funzione dell’arte: Funzione estetica.

Caratteristiche: Aspirazione alla perfezione attraverso l’armonia che si ottiene attraverso le proporzioni. Ci sono figure equilibrate con staticità e simmetria. Inoltre è un’arte che tende al naturalismo idealizzato si persegue, quindi, il bell’ideale. In architettura si ritornerà ad usare gli ordini architettonici. In scultura si ritorna a rappresentare il corpo umano con un’anatomia perfetta e si riutilizza il canone di Policleto. In pittura si ha invece la prospettiva ma con una novità, infatti, si userà quella scientifica di Brunelleschi. Si ritorna alla filosofia di razionalità, alla centralità dell’uomo e alla matematizzazione della realtà. E’ possibile rimettere al centro l’uomo perché esso è considerato la più alta realizzazione divina. L’uomo diventa così centrale che studiando il corpo umano si riscontrano delle proporzioni così perfette che l’arte le fa proprie.

Proporzioni.
Esempio: tipo nell’uomo vitruviano ripreso da Leonardi Da Vinci si vede che l’uomo è così perfetto che l’ombelico è il centro di una circonferenza dentro la cui è inscritto l’uomo. Poi l’uomo con le braccia aperte diventa un perfetto quadrato e il quadrato, che aveva tutti i lati uguali, e il cerchio, che aveva tutti i punti equidistanti dal centro, erano ritenuti dagli antichi figure perfette. Inoltre l’ombelico dell’uomo divide l’altezza umana in proporzione aurea. Addirittura quando un architetto deve decidere le proporzioni di un edificio lo fa seguendo il corpo umano ad esempio la sezione di una basilica è simile alle proporzioni che ha il corpo umano con le braccia stese, oppure la pianta ha la testa che fa da abside, il tronco che fa da transetto a le gambe che fanno le navate. Il capitello ha le proporzioni rispetto all’altezza della colonna come la testa dell’uomo rispetto al corpo. Altre proporzioni fondamentali sono quelle dalla musica. I rapporti armonici fondamentali sono 1:1 che in musica si chiama unisono, 1:2 diapason, 2:3 diapente, 3:4 diatessaron. Inoltre in questo periodo si diventa innamorati delle opere antiche e si avranno molti disegni della città di Roma poiché si andavano a studiare le proporzioni. Si ha un interesse particolare per Roma o la Magna Grecia poiché loro in Oriente non potevano andarci. Da ora comincia a nascere la coscienza che il patrimonio antico deve essere conservato. L’unico errore è che loro considerano degno di conservazione solo il mondo antico.

La prospettiva
E’ una grande novità perché si userà quella scientifica. La prospettiva è una proiezione geometrica analitica che risolve il problema di rappresentare cose di tre dimensioni su uno spazio di due dimensioni. Tutte e proiezioni hanno un piano di proiezione, un centro di proiezione e i ragazzi di proiezione. Nel modello che c’è un uomo che guarda le realtà attraverso una finestra(elemento verticale), questo elemento verticale è il nostro piano di proiezione, l’occhio è il centro di proiezione, dall’occhio partono i raggi proiettanti. Andando a vedere le relazioni che esistono tra la figura reale e la figura prospettica possiamo desumere le regole:
1) Le linee che erano parallele al piano rimangono parallele.
2) Le linee che erano perpendicolari diventano convergenti.
Filippo Brunelleschi ha trovato sperimentalmente le regole della prospettiva che è un approccio moderno. Questo metodo sperimentale è stato inventato da Galileo Galilei nel 600, ma Brunelleschi è nato alla fine del 300, e quindi egli è stato un uomo moderno. Questo è un tipo di proiezione con centro proprio perché è un punto reale, raggi proiettanti sono i raggi visivi e il piano di proiezione.

-Il piano su cui è appoggiato l’osservatore si chiama piano geometrale.
-Il piano di proiezione si chiama quadro perché nasce come problema artistico quindi in effetti è il quadro dove c’è l’immagine.
-Il piano che passa per l’occhio dell’osservatore e parallelo al piano geometrale si chiama piano d’orizzonte.
-L’intersezione tra il piano di orizzonte e il quadro è la linea d’orizzonte.
- L’intersezione tra piano geometrale e il quadro è la linea di terra.
-L’occhio dell’osservatore si chiama punto di vista.
-Il semicerchio che ha come diametro la distanza dell’osservatore dal quadro e come cerchio la proiezione dell’occhio sul quadro si chiama cerchio di distanza.
Questo meccanismo ci consente di rappresentare la realtà tridimensionalmente. La prospettiva è una forma simbolica del rinascimento e ha attinenza con la filosofia perché se adopero questo modo di rappresentare c’è l’uomo che guarda e rappresenta in modo razionale. Tuttavia che questo tipo di rappresentazione si basa su ipotesi non corrette. Noi abbiamo due occhi, mentre qui l’ipotesi è che abbiamo un solo occhio, l’occhio nostro si muove mentre qui è fermo. Inoltre l’immagine che noi vediamo all’esterno si proietta sulla nostra retina che è curva mentre qui si usano linee rette. La prospettiva è esattamente uguale nella fotografia perché essa ha un solo obbiettivo e l’immagine andava a finire sul rollino che è dritto. La prospettiva introdotta da Brunelleschi si chiama prospettiva lineare perché non dice niente dei colori che cambiano a seconda se siamo più vicini o lontani. Nella prospettiva cromatica, invece, che i colori caldi avvicinano gli oggetti, mentre i colori freddi la allontanano, ed è usata soprattutto da artisti veneziani. Inoltre, le immagini lontani rispetto a quelle vicine sono meno definite e ciò è stato scoperto da Leonardo da Vinci che ha scoperto la prospettiva aerea.
Brunelleschi aveva scoperto le prime regole di prospettiva, quelli che vengono dopo cominciano a porsi il problema di rappresentare prospetticamente cose molto complicate e nascono i trattati sulla prospettiva. I principali trattati li troveremo con
-Il “De Pictura” di Leon Battista Alberti, il quale apprende da Brunelleschi le regole e le scrive sotto forma di trattato.
-Leonardo Da Vinci in vari trattati introduce la prospettiva aerea.
-Pietro della Francesca artista che scrive il “De prospectiva pingendi”. Egli si rende conto del rapporto tra luce o ombri in prospettiva. In più riesce a risolver in prospettiva. Questo testo è importante perché è un testo rivolto specificamente agli artisti.

Le due tavolette.(l'esperimento)
Brunelleschi disegnò con le regole che aveva scoperto due tavolette.
Nella prima tavoletta rappresentava il battistero di Firenze. Egli la disegnò questa tavoletta con sopra un supporto con la base di specchio, posizionò questa tavoletta davanti a se facendo un foro dove c’è il punto di vista, e avanti vedrà l’immagine del battistero riflesso nello specchio. Lo specchio si può muovere cosicché egli può variare la distanza cosi da avere la possibilità di vedere il battistero vero e dall’altro di vedere quello disegnato e lo specchio. Variando la distanza lui riesce a mettersi nella posizione in cui quello che vede che le due immagini sono esattamente uguali. Questa tavoletta è andata persa.

La seconda tavoletta rappresentava palazzo vecchio e lui fece solo la tavola e non la guarda davanti ed è lui che si sposta finché a una certa distanza lui si rende conto che quello che lui vede è esattamente uguale a ciò che ha disegnato. Non solo la scoperta delle regole è fatta scientificamente ma anche la verifica.

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