Concy_x di Concy_x
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Raffaello dipinge la Liberazione di San Pietro intorno al 1513-1514, affresco che si trova nella Stanza di Eliodoro, che prende il nome da un altro affresco chiamato "La cacciata di Eliodoro dal tempio".
Raffaello rappresenta una vicenda raccontata negli Atti degli Apostoli: San Pietro fu prima incarcerato, poi sognò di essere liberato da un angelo e si risvegliò fuori dalla prigione.
Raffaello costruisce in questo affresco un gioco luministico, mutando le cosiddette lumeggiature, e passando da brani di affresco estremamente luminosi che riguardano la presenza dell'angelo e il passaggio della notte all'aurora che si vede in uno squarcio di cielo alla nostra sinistra.
L'aspetto che subito salta all'occhio è quello diacronico, ovvero Raffaello racconta su una sola superficie tre momenti temporali diversi. Nel primo momento posto in alto, scorgiamo San Pietro incatenato che dorme; si capisce che è notte dalla posizione dei due soldati dipinti con una pesante armatura, poiché hanno il capo inclinato, ed essendo sonnolenti e non si accorgono dell'arrivo dell'angelo in una luce chiarissima che contrasta con l'oscurità.

Nel secondo momento a destra c'è l'angelo che porta per mano Pietro, essendo usciti dalla cella per andare via, per una scalinata dove sono presenti guardie che dormono. Nel terzo momento a sinistra, c'è la presenza di un soldato che indica con un gesto eloquente, teatrale la cella all'altro soldato che si è appena svegliato e sta avendo una ramanzina dall'altro soldato. Un altro soldato ancora spinge il compagno che stava dormendo. Indicando le sbarre, Raffaello pone una sorta di fiducia nel fruitore dell'opera d'arte, invitandolo ad immaginare la cella vuota, sebbene sia affollata.

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