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La primavera del Botticelli

Il titolo è stato attribuito in base ad una descrizione del Vasari. I personaggi della tavola sono stati identificati con certezza, anche se il significato dell'opera non è del tutto chiaro. A destra il vento Zefiro afferra Clori e con il suo soffio la feconda trasformandola in Flora, generatrice di fiori e Dea della Primavera. Gli alberi carichi di frutta si piegano all'arrivo del vento; i fiori che escono dalla bocca della ninfa Clori si mescolano a quelli che crescono nel prato, riprodotti con meticolose attenzioni. Al centro, davanti al cespuglio di Mirto, pianta a lei sacra, la solenne figura di Venere. Sopra di lei il figlio Cupido, bendato, sta per scoccare una delle sue fatali frecce. A sinistra si svolge un ritmo lento e melodioso, la danza delle Grazie, splendide creature coperte di veli trasparenti che simboleggiano l'amore che si dona, si riceve, si restituisce; a chiudere la composizione Mercurio che, con il caduceo, sfiora le nuvole: forse allude alla presenza divina oppure tiene il maltempo lontano dal giardino. Lo sfondo è costituito dagli alberi del boschetto, oltre ai quali dopo il restauro del 1983 è apparso un luminoso paesaggio che ha restituito profondità alla scena.

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