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La sala dei mesi di Palazzo Schifanoia a Ferrara


La Sala dei mesi è così chiamata per il soggetto degli affreschi che la ricoprivano completamente. Le pareti sono divise orizzontalmente in tre registri sovrapposti, mentre in senso verticale vi sono dodici riquadri con i mesi dell'anno, separati da finti corinzi di ispirazione mantegnesca. Nel registro superiore sono rappresentati su carri trionfali gli dei che proteggono i mesi e , accanto a loro, i figli del pianeta, cioè le persone che per attività e temperamento sono legate a quella divinità. Nel registro mediano, sullo sfondo di un cielo blu cobalto, vi sono i segni zodiacali corrispondenti ai mesi, ognuno affiancato da tre figure, i Decani, divinità di origine egizia, personificazioni delle stelle fisse che presiedono ciascuna una decade mensile. Nella fascia inferiore appaiono scene di vita estense. Gli affreschi dei primi due registri testimoniano la passione della corte estense per l'astrologia e il riconoscimento dell'importanza dell'influsso dei pianeti sui caratteri umani; le scene del registro inferiore sono chiaramente volte a celebrare le qualità governative di Borso e la prosperità economica e culturale raggiunta sotto il suo ducato. L'estensione del programma decorativo è identificabile con l'umanista Pellegrino Prisciani, il quale si ispirò all'iconografia medievale dei cicli dei mesi, a opere latine, alla Genealogia deorum gentilium di Boccaccio e al trattato di astronomia di Albumasar.

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