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Palazzo Rucellai a Firenze

Il palazzo è il modello esemplare per l'architettura residenziale fiorentina della nuova borghesia mercantile emergente, inteso come manifesto del benessere e del potere familiare; in questa opera Alberti rivela chiaramente la propria disposizione a considerare l'architettura romana come norma per l'architettura moderna, non solo religiosa ma anche civile: egli combina le citazioni di elementi classici con la rigorosa razionalità geometrica rinascimentale. La facciata è suddivisa orizzontalmente in tre piani da fasce marcapiano classiche, mentre è ripartita verticalmente da lesene i cui capitelli propongono una sequenza di ordini classici: tuscanico, composito e corinzio. E' il primo tentativo di codificazione degli ordini. Anche il trattamento murario è classico: lo zoccolo, in cui sono incisi finti plinti per le lesene, riproduce l'opus reticulatum romano, mentre il resto della facciata è a bugnato a conci levigati. Il coronamento è costituito da una cornice fortemente aggettante che poggia su mensoloni classici. Mentre al piano terreno le porte architravate e le finestre sono inquadrate da cornici classiche modanate, nei piani superiori le finestre sono bifore di ascendenza romanica. Equilibrio delle parti e rigore classico non impediscono un effetto generale di movimento e ariosità, anche grazie alla varietà dei conci e alle numerose aperture, dato innovativo nell'edilizia civile, che fino ad allora aveva avuto un aspetto fortificato. Assente è il cortile interno, tipico dei palazzi fiorentini, sostituito da un'altana, cioè una costruzione a loggia posta sul tetto e non visibile dalla strada perchè arretrata rispetto alla facciata.

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