Pala di Castelfranco (1504 – Castelfranco Veneto) di Giorgione

Unica commissione devozionale pubblica.
Rappresenta la Madonna seduta con il Bambino su un trono sopraelevato alla presenza dei santi Nicasio e Francesco.
C'è una novità rispetto a Bellini: Il tradizionale impianto piramidale viene semplificato per lasciare spazio a uno spazio aperto attraverso l’eliminazione dell’abside. La scena è più profonda e la luminosità è morbida e naturale.
Giorgione crea un colore caldo e dorato.
Il trono è posto su un basamento di marmo davanti a un muro coperto da un panno che lo separa dal paesaggio (cittadina dell’autore).
Sul basamento c’è lo stemma della famiglia di Tuzio Costanzo, committente dell’opera.
L’opera infatti nasce come commemorazione del figlio della famiglia di Tuzio Costanzo, morto in guerra; sullo sfondo ci sono due soldati armati che lottano -> allude alla tragedia.

Il cielo è limpido, un lago lontano si confonde tra le montagne che richiamano il colore azzurrino, mentre il borgo è caratterizzato da una luce mediana di primo autunno che ingiallisce le foglie.
L’impostazione non segue regole prospettiche, se non nel pavimento con prospettiva aerea e geometrica.
Esempio di tonalismo veneto: Non ci sono contorni netti, ma un’armonia generale. I personaggi sono inseriti nell’atmosfera.

Hai bisogno di aiuto in Dal Rinascimento al Romanticismo?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email