Neoclassicismo e Romanticismo (Pittori romantici, Francisco Goya) - Realismo

Neoclassicismo

Neoclassicismo è il nome dato ad un movimento culturale sviluppatosi in Europa tra il XVIII e il XIX secolo. Come dice il termine, esso nasce da un rinnovato interesse per l’arte antica, quella greco-romana in particolare. È la rappresentazione del bello ideale, che ha come scopo l’elevamento dell’umano, dell’opera stessa al divino. Il gusto neoclassico, come abbiamo già avuto modo di accennare, raggiunge il massimo indice di gradimento nel periodo napoleonico dove diviene una vera e propria arte di regime: pittori come David o poeti come il nostro Monti vengono chiamati ad esaltare con la loro arte la figura dell’imperatore ed i miti dell’impero.

Romanticismo

Movimento culturale sorto in Germania alla fine del Settecento e sviluppatosi in Europa nell'Ottocento.
Con il Romanticismo si fa coincidere l'inizio dell'arte contemporanea. Il movimento ha le sue caratteristiche più manifeste nell'antitesi all'Illuminismo e al razionalismo che ne rispecchiava la filosofia. Il Romanticismo afferma infatti una nuova concezione della vita e dell'arte che può così sintetizzarsi:

- affermazione delle ragioni della creatività dello spirito e della fantasia in opposizione a quelle della fredda ragione;
- rivalutazione delle tradizioni più vicine alla civiltà moderna in antitesi al culto dei miti dell'antico, ovvero opposizione degli umori del Medioevo alla composta e grandiosa armonia dell'antichità classica;
- ritrovamento dei valori religiosi contro l'ateismo o il fideismo dell'illuminismo;
- proposta dei valori nazionali attorno ai quali possono stringersi le comunità in opposizione all'indifferenza del cosmopolitismo;
- tendenza a diffondere il popolare, anche in campo letterario;
- ritrovamento della vera realtà dell'uomo nella natura, il luogo in cui egli può compiere la più autentica esperienza spirituale, far coincidere gli spazi illimitati dell'interiorità con quelli esterni altrettanto illimitati del cosmo.
Nell’arte romantica, spesso il rapporto dell’artista con la natura influiva nelle opere in due sensi, che conducono al sublime e al pittoresco.
Gli autori che avevano un rapporto positivo con la natura, spesso usavano colori più caldi, scene più tranquille, ambienti più luminosi. Queste opere vengono definite “pittoresche”.
Mentre coloro che vivevano negativamente questo rapporto, che vedevano la natura come un qualcosa di potente ed incontrollabile, che sovrastava l’uomo, lasciandolo impotente, usavano colori più freddi, scene drammatiche dove è evidente il dominio della natura sull’uomo.
“Sublime è il senso di sgomento che l’uomo prova di fronte alla grandezza della natura […] quando ognuno di noi sente la sua piccolezza e la sua estrema fragilità [..] ” rispetto alla natura. (Kant) .

Caspar Friederich

È uno dei maggiori esponenti della pittura romantica tedesca. È ritenuto un grande paesaggista, ma non in senso illuministico, ma nel senso romantico di convivenza dell’uomo con la natura immensa e possente.
Viandante sul mare di nebbia: L’opera ritrae un viandante, eretto sulla punta di una montagna, visto di spalle, che osserva un paesaggio naturale molto vasto. La grandezza della natura è appunto
espressa dalla vastità del paesaggio naturale. Il messaggio che traspare è la solitudine dell’uomo e la sua piccolezza nei confronti della sublime natura. Il quadro ha infatti un’accezione drammatica e sconfortante. Anche nel Naufragio della speranza, traspare la sgomento dell’uomo di fronte alle forze naturali. In primo piano troviamo i lastroni di ghiaccio taglienti e aguzzi che si accavallano e sullo sfondo si perde la grande distesa gelata, qua e là interrotta da montagne ghiacciate. Ad esprimere il forte contrasto tra la natura dominante e la piccolezza umana vediamo a destra, adagiata su un fianco, travolta e schiacciata dalla forza inarrestabile dei ghiacci, la sola poppa di una nave naufragata

I paesaggisti: Constable e Turner

Poiché l’uomo nella concezione romantica è immerso nella natura, il paesaggio diventa uno dei soggetti pittorici preferiti. Non il passaggio prodotto con lucida oggettività, ma quello vissuto intimamente dal pittore. In questo ambito vanno collocati i pittori paesaggisti Constable e Turner. Constable ama la bellezza e la freschezza della natura, servendosi di macchie di colore e dipinge una serie di quadri sulle nuvole. Turner coglie la grandiosità della natura e lo smarrimento dell’uomo di fronte alla maestosità dei suoi fenomeni.

Johann Fussli
Quest’autore può essere considerato come un buon mediatore tra il movimento tedesco dello Sturm und Drang ed il romanticismo inglese, avendo passato buona parte della sua vita in Inghilterra dopo aver studiato in Svizzera e Germania. Le sue opere più interessanti sono le due versioni omonime di Incubo Notturno. Esse rivelano un altro aspetto romantico, dove l’ “io” viene liberato nel sogno visionario, quel momento in cui l’inconscio prende il sopravvento sulla ragione durante il quale vediamo immagini rivelatrici dei misteri dei nostri sentimenti. Nei due quadri, più che dalla presenza di immagini mostruose, il significato del dipinto viene espresso dal loro emergere nel buio. Queste allucinazioni esprimono l’assenza della ragione che, come diceva Goya, genera mostri.

Theodore Gericault

Questi, è il primo pittore con il quale il Romanticismo francese trovò la sua affermazione. Egli viveva una relazione negativa col mondo circostante e con gli avvenimenti storici. “La zattera delle meduse” rappresenta appieno l’interesse dell’artista verso l’espressione del dramma collettivo. È cosi che Theodore Gericault si fa pittore del sublime romantico.
È in questo dipinto che il tema principale del romanticismo, il binomio uomo-natura trova piena espressione. La natura, in tutta la sua potenza e forza non lascia scampo ai naufraghi, che se pur forti e giovani alzano il capo inutilmente non scorgendo terraferma. Il quadro, buio e colmo del dramma che i soggetti affrontano segue la linea sublime del romanticismo. I protagonisti, disposti in forma piramidale, creano varie scene di disperazione, che servono ad aumentare il pathos del quadro.

Francisco Goya

“Fulmine a ciel sereno dell’arte”. Ecco come i critici hanno definito il più importante artista del ‘700, Francisco Goya. Egli fondava le sue radici nella cultura spagnola, distinguendosi da ciò che i canoni del suo tempo gli imponevano, cercando rifugio nei suoi dipinti da una realtà che non apprezzava. Essendo un eccellente artista riusciva ad essere versatile nel suo lavoro. Il suo primo quadro importante era senza dubbio La famiglia di Carlo IV dove raffigurava la famiglia regale imbruttita in viso, chiaro segno di protesta; egli infatti, data la situazione politica, non tollerava i vizi e le dispendiosità nobiliari. Grande fu la sua abilità nel camuffare il suo dissenso all’interno del dipinto. Goya è considerato il primo, vero, precursore del Romanticismo. Egli era molto abile nell’immedesimarsi in tutte le sfaccettature romantiche, quali sublime e pittoresco. Ne “La dama con l’ombrellino” i colori sono caldi, ed è evidente un’atmosfera di due giovani felici in un rapporto armonico con la natura, riconducendoci senza ombra di dubbio al Romanticismo pittoresco. Ne
“La fucilazione del 3 Maggio” invece i colori sono freddi, l’ambiente è scuro e poco illuminato, e la tragicità del quadro è tipica del sublime romantico. Il centro del dipinto è l’unico uomo illuminato, in netta opposizione ai soldati tutti di spalle. Questa posizione ce li presenta come automi, privi di espressione, incarnazione non di uomini, ma del Male, mentre l’uomo al centro, come gli altri, esprime una grande drammaticità nel volto. Questa attenzione all’espressione del volto anticipa l’Espressionismo. Egli completava il suo eclettismo dipingendo il primo nudo, senza alcun velo, un quadro che faceva scandalo, sotto il nome di “La majas desnuda” , che poi venne censurato e fatto ridipingere sotto il nome di “La majas vestida”, coperta dai veli. Il quadro originario è una rappresentazione della pura e calda bellezza esaltata aggressivamente dalle curve e dallo sguardo che è parte viva del disegno.

Anche se viene considerato il primo fautore del Romanticismo nell’arte, il suo pensiero è da accostare anche all’Illuminismo. Importante è il suo quadro, il quale nome sarà destinato a diventare un aforisma: “Il sonno della ragione genera mostri”.

Eugene Delacroix

Poco più giovane di Gericault, Delacroix vive intensamente l’esperienza romantica, interpretandone attraverso la pittura il suo significato più profondo. Più che la scelta dei soggetti, conta lo spirito personale che egli trasfonde nella sua opera. Infatti egli non illustra gli eventi, bensì la reazione ed il sentimento che il fatto ha suscitato in lui. Il suo più celebre dipinto è “La libertà che guida il popolo”. << Mai quadro fu più patriottico >> . Così lasciarono detto molti critici d’arte. Siamo di fronte ad un vero e proprio trionfo dei colori. La scena viene inscritta in una piramide con al vertice la bandiera francese. Esso rappresenta la forza dell’unità rivoluzionaria che sorge dalla battaglia. Il quadro, prevalentemente pittoresco con al centro la madrepatria(la donna) è il simbolo di una storia, quella francese, che ormai da tempo era stata segnata da tumulti e scossoni. Pur essendo pittoresco, nel quadro figurano, alla base dei feriti e dei morti, segno che questa rivoluzione è costata un gran numero di vittime. Ma nonostante questo dettaglio, prevale una scena di vittoria. Come dimostrazione di ciò che è stato detto prima circa la tendenza dell’autore di immedesimarsi nel quadro, vediamo, a sinistra, un uomo con un cilindro, che non è altri che un autoritratto del pittore stesso.

Il Realismo

Il Realismo è una corrente artistica sviluppatasi in Francia nel XIX secolo e che vede in Gustave Courbet il suo principale esponente. Intorno al 1840, nasce in Francia il Realismo, un movimento pittorico e letterario che trova le sue radici nel positivismo, un pensiero filosofico che studia la realtà in modo scientifico. Il Realismo tentava di cogliere la realtà sociale; si voleva rappresentare una realtà cruda e nuda con meno allegorie e più attenzione verso i dati di fatto. Le pitture realiste nascono in contemporanea alla fotografia. Tuttavia, anche se i quadri realisti erano dipinti con il massimo dell’oggettività possibile, essendo figli di un autore, in essi vedremo sempre e comunque tratti del suo DNA.

Gustave Courbet

Come sopra citato, il principale esponente del realismo è sicuramente Courbet. Il suo volere era quello di rappresentare oggettivamente ciò che vedeva. Era anche un forte sostenitore della libertà artistica. Secondo Gustave, il pittore doveva essere libero di rappresentare ciò che voleva, e da ciò, la negazione della scuola e dell’accademia, che imponeva la rappresentazione esclusiva di immagini e scene rientranti nei canoni del tempo. Proprio per questo molte delle sue opere fecero scandalo. Le bagnanti vennero rifiutate dal pubblico coevo. È possibile capirlo, solo riflettendo sul contrasto fra l’idealizzazione tradizionale e la rappresentazione senza veli della realtà volgare e brutale della donna di spalle intenta a bagnarsi nell’acqua. Non erano soltanto i soggetti a scandalizzare, ma anche il modo di rappresentarli senza abbellimenti. Nelle Signorine sulla riva della Senna scandalizzava l’idea di raffigurare delle giovani in riposo durante una passeggiata, sdraiate pigramente e scompostamente in riva al fiume. Basta guardare con attenzione la signorina in primo piano, la quale con noncuranza “mostra le sue grazie”, facendo vedere allo spettatore le sue calze, a causa della veste alzata sopra le caviglie.

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