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Il Neoclassicismo figurativo- ornamentale e storico-politico

Neoclassicismo figurativo-ornamentale: si riferiva in particolare modo all’arte scultoria e pittorica greca, poiché sintesi di armonia, perfezione ed equilibrio non solo esteriore, ma anche intimo. Una sintonia ineguagliabile, secondo cui ciò che appare è esattamente rispondente a ciò che è. Non si tratta, infatti di un estetismo superbo ma risultato di una compostezza più completa. In questo senso, è fiero del razionalismo illuministico in cui è presente u rigore logico della spiegazione della realtà nonostante, tale stile sia limitato solamente a un campo figurativo – letterario.

Neoclassicismo giacobino
: l’apprezzamento per il classico, non si esaurisce solo nelle forme nitide e raffinate, ma trova anche plauso del momento politico. Le Poleis greche come pure la Res publica romana, infatti, vengono non solo esaltate dal punto di vista iconografico e artistico ma pure nella organizzazione sociale. In esse i neoclassici rintracciano una perfezione ormai superata e non più rinvenibile nei tempi moderni, come si può notare nell’opera di Winckelmann edita nel 1764 “Storia dell'arte e dell'antichità”. Questo atteggiamento politico, tuttavia si mostra chiaro e comprensibile, inquadrando il periodo storico: nel 1789 la Rivoluzione Francese sconcerta l’Europa, che vede nei moti il rinnovato desiderio di libertà dei popoli, ideali e valori in auge a Roma e nelle Poleis. Inoltre, contribuisce alla circolazione dell’ideale neoclassico, Napoleone Bonaparte che, non esiterà ad ogni occasione a celebrare il mondo classico nelle sue forme (durante l’età imperiale).

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