Il Neoclassicismo nell’arte

••• Dal Rinascimento, non si spegne mai la passione per l’Antico e, durante l’Illuminismo, è la caratteristica principale. Altri caratteri sono il piacere per lo studio, l’espressione della cultura antiquaria, l’ambientazione “all’antica”.
•• Il Neoclassicismo è, dunque, la trasposizione artistica del pensiero illuminista, che rifiuta gli eccessi del Barocco e del Rococò. Il termine Neoclassicismo è coniato alla fine dell’Ottocento con intento dispregiativo per indicare un’arte non originale, fredda e accademica. Questo desiderio di ritorno all’antico porta anche agli scavi di Ercolano e di Pompei, sepolte dall’eruzione del Vesuvio.
•• La sede del movimento è Roma e il massimo teorico è Winkelmann (1717 - 1768), amante dell’arte e della letteratura classica, soprattutto greca. Infatti, dopo essere stato assassinato, viene ritratto con in mano una copia dell’Iliade. Per la prima volta, l’arte classica veniva studiata cronologicamente e non in maniera omogenea: nasce l’archeologia. Scrive: “l’unica via per divenire grandi e inimitabili è l’imitazione degli antichi”. L’imitazione è diversa dalla copia. Imitare è cercare di uguagliare il modello al quale ci si ispira, con originalità e grande personalizzazione. Sostiene che più tranquilla è la posizione del corpo, più si esprime il vero carattere dell’anima. La scultura neoclassica non deve mai mostrare intense passioni o un evento tragico.

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