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Neoclassicismo

Neo: Dal greco "neos" = nuovo ritorno ai classici
- È il movimento culturale di restaurazione dell’ideale estetico classico, che si produsse tra la seconda metà del 1700 (età illuministica) e i primi decenni del 1800, in margine alle scoperte archeologiche di Johann Joachin Winckelmann (1717-1768).
- È un movimento che si diffonde soprattutto in Italia e in Francia.
- Si rivolge allo studio e all'apprezzamento del mondo greco-romano (in piena reazione e opposizione al gusto barocco e piuttosto in parte con una ripresa degli orientamenti del primo classicismo del ‘400 e ‘500).
- Tenta di recuperare la semplicità e la razionalità dell’arte antica, adeguandola alla modernità.
- Nasce in ambito artistico, ma influenza poi anche la letteratura, la moda, il costume, l’arredamento e le arti minori.
Nasce verso la metà del 1700, in connessione con gli scavi di Ercolano (la cui scoperta fu fatta nel 1709 e i cui scavi ripresero nel 1738) e Pompei (scavi dal 1748) che portarono alla luce numerosi tesori dell’antichità, che diedero grande impulso al movimento neoclassico stesso.

Winckelmann (archeologo e storico dell’arte tedesca, vissuto anche a Roma e Napoli, che viene considerato il teorico del Neoclassicismo) scrisse nel 1764) l’opera “Storia dell’arte dell’antichità”, in cui delineò un ideale di bellezza e perfezione artistica, ispirata ai principi dell’arte antica classica (che emergono nell'antica statutaria soprattutto greca), basata su armonia, grazia, equilibrio, dignità, semplicità, imperturbabilità e compostezza (anche nella rappresentazione del dolore).
Per lui, infatti, l’arte si avvicina alla perfezione e all'ideale supremo di bellezza, quando possiede e trasmette “una nobile semplicità e quieta grandezza”.
Tali connotati sono pienamente rappresentati nella statua del Laocoonte, grande immagine dell’arte classica: il padre muore, straziato e avvinghiato ai figli. Questa è un’immagine insuperabile che rappresenta un animo agitato nel profondo, ossia interiormente, ma composto nell'atteggiamento esteriore (secondo i canoni della bellezza classica).
Secondo il Winckelmann, “alla bellezza, come al mare, convengono la quiete e la calma”.
L’antichità e il mito della Grecia antica divengono quindi un mondo di bellezza, armonia, serenità e tranquillità e una dimensione temporale, verso cui l’animo umano (tormentato dolorosamente dalla realtà) si protende e tende a rifugiarsi per fuggire dalla realtà e dalle delusioni private e politiche reali.
La mitologia diviene uno strumento di evasione, ossia un’illusione per evadere; quindi, personaggi reali e avvenimenti reali ricevono talvolta un travestimento mitologico, oppure vengono paragonati ai miti, così come numerosi sono i riferimenti all'antichità, come mondo “alter”.
All'interno del Neoclassicismo, a livello letterario si delineano poi tendenze diverse, tra cui emergono le seguenti:
- Neoclassicismo napoleonico: Monti;
- Neoclassicismo-idealistico/romantico: Foscolo, che si colloca a metà tra il Neoclassicismo e il (Pre)Romanticismo.
Oltre a ciò, va sottolineato anche come tale movimento culturale ebbe, in alcune sue manifestazioni, uno stretto legame con la Rivoluzione Francese: in tale contesto politico, il culto dell’antichità venne inteso come fonte di ideali eroici e sentimenti libertari. I rivoluzionari dovevano ispirarsi alle virtù civiche dell’antica Grecia e della Roma repubblicana per prenderne esempio di uguaglianza e libertà.
Alcuni artisti, quindi, misero la loro arte al servizio della politica, per diffondere gli ideali della rivoluzione (ispirandoli a quelli classici): come ad esempio Jacques Louis David (1748-1825), il pittore ufficiale della Rivoluzione Francese.
David, anche successivamente, con l’avvento di Napoleone, utilizzò il Neoclassicismo con l’intento celebrativo e propagandistico, in linea con il gusto monumentale di Napoleone (rappresentato come imperatore nelle vesti imperiali romane o mitologiche), il quale, tra l’altro, aveva anch'egli incentivato le ricerche archeologiche durante la campagna d’Egitto.
Oltre a David, nella celebrazione di Napoleone, si distinse anche Antonio Canova, l’artista principale del Neoclassicismo Italiano (compì opere scultoree dove fede rivivere il puro ideale estetico classico, come nelle “Grazie”, “Amore” e “Psiche”).
Dedicate allo scultore Antonio Canova, Le Grazie (1812-1813) nascono dalla libera rielaborazione di spunti tratti dalla poesia classica. L’opera rimase incompiuta ed ebbe un’elaborazione lunga e complessa.
Tale celebrativo influenzò anche le arti minori, ossia l’arredamento, gli abiti e le acconciature prendendo il nome di “stile impero” (=stile prevalente dell’arredamento e dell’abbigliamento elaborati attorno alla figura dell’imperatore Napoleone, caratterizzato da materiali ricchi, come marmo e mogano, colori scuri, ornamenti antichi, stucchi, bassorilievi, imitazioni di costume antichi (vesti e acconciature).

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