Millet, Jean François

È un realista che scivola nel Romanticismo, in particolare nel naturalismo romantico: sceglie contenuti poetici, ama le penombre avvolgenti che legano figure e paesaggio, i suggestivi effetti di luce, i motivi patetici. Daumier sceglie l’azione politica: il popolo per lui è la classe operaia in lotta contro i governi liberali-borghesi, che parlano di libertà ma sono asserviti al capitale. Per Millet il popolo sono i contadini e non gli operai perché questi sono già stati strappati al loro ambiente naturale, inghiottiti dal sistema, perduti; il contadino è legato alla terra, alla natura, a modi di lavoro e di vita tradizionali, alla morale e alla religione dei padri.

L’Angelus
Esposto nel 1848, rappresenta un contadino che abbandona il lavoro per pregare: l’etica e la religiosità del lavoro rurale rimarranno i temi dominanti della sua opera. Per la prima volta un lavoratore è presentato come protagonista della rappresentazione, come un eroe morale. Questo quadro ebbe un enorme successo, la borghesia si entusiasmò per Millet perché dipingeva i contadini, che sono lavoratori “buoni”, ignoranti, senza rivendicazioni salariali e velleità progressive

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