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La cappella Portinari a Milano

La cappella Portinari, costruita intorno al 1462 e terminata probabilmente intorno al 1466, presso l'antichissima basilica di Sant'Eustorgio, è una delle più belle architetture rinascimentali di Milano e i suoi affreschi sono il documento più importante della pittura lombarda della metà del Quattrocento. E' stata recentemente riportata all'antico splendore dopo un restauro durato dal 1989 al 2000. La costruzione fu commissionata dal fiorentino Pigello Portinari, responsabile della filiale del Banco Mediceo a Milano, per propria sepoltura e per ospitare l'arca gotica di San Pietro martire, scolpita da Giovanni di Balduccio nel 1334-39 ( che però vi fu collocata solo nel 1737). A pianta e piccola abside quadrate, si ispira alla Sagrestia Vecchia brunelleschiana e per questo un tempo era erroneamente attribuita a Michelozzo, mentre oggi la paternità è assegnata a un anonimo architetto lombardo influenzato dall'ambiente toscano. L'esterno presenta un tiburio che nasconde la cupola a ombrello ed è decorato con rilievi in cotto. La decorazione a fresco si deve a Vincenzo Foppa, al quale alcuni studiosi riconoscono anche un ruolo nella progettazione strutturale, mentre l'ornamentazione in cotto policromo degli archi è probabilmente opera di Amadeo.La disposizione degli affreschi riflette le aspirazioni del committente: vive ispirandosi all'esempio del santo martire e agli scritti dei Dottori della Chiesa e aspirare al paradiso attraverso la mediazione della Vergine.

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