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Masaccio, La Trinità

Nel 1427 Masaccio affrescò la parete davanti alla tomba del mercante e poeta umanista Domenico Lenzi e di sua moglie. L’affresco rappresenta la Trinità con la Madonna, san Giovanni evangelista e i due committenti; sotto di essi un altare ospita un sarcofago con uno scheletro, accompagnato dall’iscrizione che funge da “ memento mori” : “ Io fui già quel che voi siete e quel ch’io son voi ancor sarete”. L’immagine della Trinità segue l’iconografia tradizionale: Dio Padre sorregge Gesù crocifisso e tra i due è posta la colomba dello Spirto Santo. La composizione è inserita entro un’architettura dipinta costituita da un’arcata classica, la cui resa prospettica crea l’illusione di un ambiente reale: essa è costruita secondo la prospettiva lineare con un unico punto di fuga posto all’altezza dello sguardo dell’osservatore. L’architettura richiama direttamente quella classica, mediata dall’esperienza brunelleschiana. Le figure sono disposte secondo uno schema piramidale volto a stabilire l’importanza gerarchica e a condurre lo sguardo verso il vertice compositivo e ideale: Dio Padre. La Trinità allude alla promessa del Regno dei Cieli dopo la morte (rappresentata dallo scheletro), che il fedele (Lenzi e la moglie) può vincere mediante la preghiera e l’intercessione dei santi (Madonna e san Giovanni). Tutte le figure hanno volumi saldi e vigorosi e sono inserite nello spazio prospettico in perfetto e realistico rapporto proporzionale. Il dipinto quindi crea un’unica realtà fatta di architetture, uomini e sacro.

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