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L’opera “Trinità”, realizzata da Masaccio tra il 1426 e il 1428, consiste in un affresco di dimensioni pari a 667x317cm. L’affresco è situato a Firenze, nella terza campata della navata di sinistra della basilica di Santa Maria Novella, e rappresenta l’ultima opera realizzata dall’artista prima della sua morte. L’opera rappresenta il dogma trinitario e si possono osservare diversi piani visivi. In primo piano, in basso, si vede un scheletro posto sopra un sarcofago; più in alto sono presenti i due ignoti committenti dell’opera; poi la Vergine (a sinistra) e San Giovanni; infine, proseguendo nel cammino verso l’alto, sono presenti Cristo, la colomba e Dio Padre. Lo schema dell’opera risulta essere piramidale e le figure sono disposte secondo un ben preciso ordine gerarchico: dalla morte del corpo (lo scheletro) ci si eleva, per mezzo della preghiera (i committenti) e grazie all’intercessione (Maria e Giovanni), fino alla salvezza dell’anima e alla definitiva sconfitta della morte stessa (la Trinità). Tuttavia, le figure più importanti hanno la stessa dimensione di quelle meno rilevanti e tutti i personaggi sono quindi raffigurati con proporzioni reali. Dietro alle figure dei due committenti si apre la cappella dipinta, caratterizzata da un accurato studio della prospettiva e che crea nell’osservatore l’impressione che ci sia veramente una nicchia nella parete della navata. La cappella è introdotta da una coppia di paraste corinzie sormontate da una trabeazione dall’architrave tripartito. Sono inoltre accostate due colonne ioniche sormontate a loro volta da un arco tangente all’architrave citata precedentemente. L’interno della cappella è costituito da una volta a botte cassetto nata. I personaggi sono caratterizzati da mantelli pesantemente panneggiati, i quali individuano volumi forti e precisi che conferiscono a loro volta monumentalità alle figure. Altra caratteristica dei personaggi, ma anche dell’intero affresco, è data dal numero dei colori utilizzati, che di fatto si limitano solamente a tre: bianco rosso e blu. Questi colori, che sono tradizionalmente associati alla Trinità, si alternano con una certa frequenza e con precisa regolarità geometrica: nei lacunari della volta a botte, nella veste di Dio e in tutti gli altri personaggi. Gli stessi colori, alternandosi, forniscono peraltro un equilibrio tra il lato sinistro e quello destro dei personaggi. Il volume conferito ai personaggi risulta infine utile anche per scandire chiaramente i vari piani gerarchici, pur restando nel rispetto delle proporzioni. Con Masaccio si può dunque considerare conclusa la tradizione pittorica del Medioevo, in quanto i personaggi vengono rappresentati in modo estremamente realistico all’interno di ambienti prospetticamente esatti.

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