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Andrea Mantegna, La Pala di San Zeno

Al centro della pala è La Madonna con il Bambino in braccio, seduta su un trono e attorniata da angeli cantori; ai lati sono disposti otto santi in modo da formare un semicerchio che contribuisce a rendere la profondità spaziale. La Pala di San Zeno rappresenta un capitolo fondamentale nell'evoluzione della pala d'altare, perchè supera la tradizionale divisione in scomparti: la prospettiva è utilizzata in modo da unificare la visione dei pannelli in virtù di un solo punto di fuga. Ciò era già in parte avvenuto nel precedente Polittico di San Luca, ma ora anche la cornice lignea diventa parte integrante del dipinto: le colonne in rilievo continuano nei pilastri dipinti che definiscono l'ambiente porticato aperto verso il cielo e popolato dai personaggi; gli scomparti non sono più indipendenti come nei polittici tradizionali, ma sono fra loro legati, poichè lo spazio continua dietro le colonne e al di là dei bordi esterni della cornice. Al realismo della scena contribuisce la varietà di pose e di espressione dei santi, ritratti in scorci diversi con parti che sporgono verso l'osservatore e caratterizzati da grande umanità. La passione archeologica di Mantegna è attestata dal rilievo sulla trabeazione, dalla base del trono e dalle ghirlande e dai medaglioni posti sui pilastri, che riproducono antichi rilievi e monumenti romani.

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