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Manierismo

Nel corso del 1500 a Roma sotto la spinta di artisti come Pontormo, Rosso Fiorentino, Giulio Romano le certezze del linguaggio figurativo elaborato dagli artisti precedenti iniziano a sfaldarsi, lasciando il posto a nuove modulazioni e al trionfo della "maniera", ossia dello stile, con la contaminazione di elementi classici, citazioni moderne e cambiamenti personali. Questa stagione feconda si interrompe con il sacco di Roma, gli artisti che lavoravano per il papa Clemente VII si disperdono in tutta Italia andando al servizio delle corti, nasce così quel linguaggio artistico detto "Manierismo" (non omogeneo dipende dalle caratteristiche dei diversi artisti, comunque presente in tutta Italia). Inizialmente con questo termine si definiva l'attività degli artisti dalla morte di Raffaello fino all'inizio del barocco, ma va considerato un periodo molto più circoscritto perché in questo lungo periodo di tempo ci sono stati diversi fenomeni. Nel 600 era considerato dai critici in modo negativo perché era caratterizzata da una rappresentazione vuota dei modelli del passato, ripeteva schemi già sperimentati e non aveva come modello la natura. Mentre i critici moderni l'hanno rivalutato, attribuendo a questi artisti la volontà di superare il passato, uscendo dagli schemi classici fatti di naturalismo.

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