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LEONARDO DA VINCI

Leonardo da Vinci fu uno dei più grandi artisti e scienziati di tutti i tempi. Ideò nuovi sistemi per mescolare e stendere i colori. Inventò tecniche originali per dipingere. Dipinse capolavori che hanno rivoluzionato la storia della pittura. Studiava tutto ciò che vedeva, dagli essere viventi alle macchine, e lo riproduceva nei più piccoli dettagli grazie al suo straordinario talento per il disegno. La sua capacità di osservazione e la sua fantasia gli permisero di immaginare macchine che sarebbero state costruite secoli dopo, come il telescopio, il carro armato e persino l’elicottero!

L’INFANZIA DI LEONARDO
Leonardo nacque il 5 aprile del 1452 nella piccola cittadina di Vinci, vicino a Firenze. Il suo cognome deriva proprio dal nome del luogo in cui nacque. Il padre era un ricco notaio fiorentino e la madre una semplice contadina.

Leonardo crebbe nella famiglia della madre, circondato dalla bella campagna toscana. Da ragazzino trascorreva il tempo esplorando boschi, campi e ruscelli. Amava osservare gli insetti, gli animali e gli uccelli. Studiava i diversi tipi di piante e fiori, e poi li disegnava. La sua curiosità insaziabile, l’interesse per la natura e lo sguardo pronto a cogliere ogni cosa determinarono l’intero corso della sua vita.

LEONARDO DIVENTA ARTIGIANO
All’età di 12 anni Leonardo andò a vivere a Firenze con il padre. A quei tempi la città era un centro molto vivace e vi si recavano i giovani che desideravano apprendere le arti, la letteratura e le scienze. Leonardo andò a scuola e imparò a leggere, a scrivere e a far di conto. Divenne anche un bravo musicista. I suoi bellissimi disegni attirarono l’attenzione di uno dei maggiori artisti di Firenze, Andrea del Verrocchio. Fu così che Leonardo divenne suo alunno.
Nella bottega di Verrocchio, Leonardo imparò come mescolare i diversi tipi di colori, come fabbricare i pennelli e preparare le tele per i quadri. Apprese la tecnica dell’affresco (nella quale i colori vengono stesi sull’intonaco ancora bagnato) e l’arte della scultura. A quei tempi, infatti, gli artisti dovevano saper fare molte cose: Andrea del Verrocchio, ad esempio, costruiva strumenti musicali, mobili, campane di bronzo per le chiese, bussole per le navi e oggetti in oro e argento.
Leonardo apprese tutti i mestieri esercitati nella bottega di Verrocchio. Era affascinato dalla varietà degli oggetti e degli strumenti che venivano usati: li esaminava in ogni loro parte per capire come funzionavano e li riproduceva nei suoi disegni. Portava sempre con sé un taccuino, così da potervi fissare tutto quanto colpiva la sua attenzione mentre passeggiava per le vie e la campagna di Firenze. Cominciò a interessarsi al funzionamento delle macchine di uso quotidiano, ad esempio le ruote dei mulini ad acqua che, girando, macinano il grano. Studiò anche le attrezzature che venivano usate per costruire la Cattedrale cittadina.

UN ARTISTA A FIRENZE
Nel 1472 Leonardo aveva concluso il suo apprendistato presso Verrocchio e rimase a lavorare nella bottega del maestro come suo assistente. Verrocchio pensava che Leonardo avesse un talento eccezionale e volle che il giovane lo aiutasse a dipingere un quadro al quale stava lavorando: Il battesimo di Cristo. Leonardo dipinse un angelo inginocchiato sulla sinistra del quadro e una parte dello sfondo. Usò colori tenui e delicati per sottolineare l’espressione del volto dell’angelo. Grazie a un nuovo modo di sfumare il colore, riuscì a creare l’impressione della distanza nel paesaggio.
Nel 1478 Leonardo aprì una propria bottega. I primi quadri che dipinse furono due ritratti delicati e commoventi di Maria con il Bambino Gesù. Tra il 1480 e il 1481 realizzò anche un piccolo quadro chiamato Annunciazione: in esso Leonardo ritrasse l’episodio del Vangelo in cui l’arcangelo Gabriele annuncia a Maria la nascita di Gesù. Leonardo collocò le figure in un’atmosfera e un paesaggio mistici e intimi, ricchi di dettagli raffinati, come ad esempio i fiori selvatici e le piante intorno ai piedi dell’angelo.
I cittadini più ricchi di Firenze cominciarono a chiedere a Leonardo di realizzare per loro opere d’arte. Tra di essi c’era anche Lorenzo de’ Medici, il signore della città. Stranamente, Leonardo non portò mai a termine uno dei lavori più importanti che gli erano stati affidati: gli affreschi della cappella di Palazzo Vecchio. Lasciò incompiuti anche molti altri dipinti. Uno di questi era un ritratto di San Gerolamo. Un altro era l’Adorazione dei Magi: il quadro gli era stato commissionato dai monaci di un convento. Forse Leonardo non finì i dipinti perché era impegnato in altri lavori. Infatti, non solo continuava a studiare e a disegnare macchine, ma anche pompe per l’acqua ed equipaggiamenti militari. Stava anche costruendo alcune macchine che lui stesso aveva inventato.

LEONARDO A MILANO
Nel 1482 Lorenzo de’ Medici affidò a Leonardo una missione molto importante. Gli chiese di portare al duca Lodovico Sforza, signore di Milano, uno strumento musicale d’argento (un liuto) in segno di pace. Leonardo scrisse e consegnò al duca anche una lettera personale, nella quale descriveva i suoi progetti per la costruzione di nuove, incredibili macchine. Leonardo pensava infatti che esse sarebbero state utili all’esercito del duca. Si trattava di veicoli blindati, ponti mobili, catapulte, cannoni e altre armi. Alla fine della lettera, Leonardo aggiunse di essere anche pittore, scultore e musicista, e si offrì di realizzare un monumento equestre in bronzo per onorare il padre di Lodovico.
Il duca rimase molto colpito e invitò Leonardo a lavorare per lui come ingegnere e pittore. Leonardo si trasferì a Milano, aprì uno studio e vi chiamò a collaborare allievi e assistenti che lo aiutavano nei suoi progetti. Dal 1483 al 1485 lavorò a due versioni di un magnifico quadro intitolato La Vergine delle rocce. Gli fu chiesto anche di affrescare la parete della mensa di un monastero: fu così che creò il capolavoro noto come L’ultima cena, nel quale Gesù è ritratto mentre annuncia agli Apostoli che uno di loro lo tradirà.

Leonardo dedicava la maggior parte del tempo agli studi scientifici. Partecipò alle campagne militari del duca di Milano, suggerendo nuove idee per costruire armi e sistemi di difesa. Costruì modellini in scala per la costruzione della cupola della Cattedrale di Milano. Disegnò i progetti di palazzi magnifici e persino costumi teatrali e scenografie. Fece amicizia con il matematico Luca Pacioli, che in quel periodo stava studiando la prospettiva (ovvero le relazioni tra le distanze degli oggetti). Leonardo realizzò una serie di disegni che illustravano le idee di Pacioli, e studiò il modo di usare le leggi della matematica per realizzare quadri che sembrassero simili al vero.

IL RITORNO A FIRENZE
Leonardo rimase a Milano per 18 anni. Alla fine del 1499 i soldati francesi attaccarono e conquistarono la città. L’artista, che aveva allora 48 anni, tornò a Firenze. Poco tempo dopo anche Firenze venne conquistata nel corso della guerra contro Pisa. Nel 1502 il duca di Romagna, Cesare Borgia, chiese a Leonardo di lavorare per lui, come architetto e ingegnere, alla progettazione e costruzione di fortezze militari.
Nel 1503, di nuovo a Firenze, Leonardo ebbe la commissione di un enorme affresco, intitolato La battaglia di Anghiari. L’affresco doveva essere dipinto sulle pareti del Salone dei Cinquecento, in Palazzo Vecchio, ma Leonardo fece solo il cartone preparatorio. Dipinse, sempre in quegli anni, una serie di famosi ritratti, tra i quali va ricordata la Gioconda (o Monna Lisa), una donna affascinante e dal sorriso misterioso. È di sicuro uno dei quadri più famosi al mondo.

GLI ULTIMI ANNI
Nel 1506 Leonardo fu chiamato a Milano dal governatore francese della città e, nel 1507, il re di Francia, Luigi XII, lo nominò pittore di corte. Leonardo continuò a dedicare molto tempo anche ai progetti meccanici, alle indagini scientifiche e allo studio dei fossili.
Dopo la morte del governatore di Milano, nel 1514 Leonardo si recò a Roma e qui lavorò per il cardinale Giuliano de’ Medici, fratello del papa. Realizzò un magnifico ritratto di San Giovanni Battista, ma trascorreva la maggior parte del tempo studiando e facendo esperimenti. Grazie all’esame delle parti degli animali, che conduceva nel negozio di un macellaio, riprodusse in modo eccellente il funzionamento del cuore. Provò a costruire un sistema di grandi specchi rotondi con i quali osservare meglio la Luna e le stelle. Studiando le piante scoprì che molti elementi naturali possiedono lo stesso schema di funzionamento.
Dopo la morte del cardinale de’ Medici, nel 1516, Leonardo si trasferì in Francia. Aveva 64 anni. Il re Francesco I lo nominò “primo pittore, architetto e ingegnere del re”. Lo ospitò in una casa vicina al Castello di Amboise, dove Leonardo era libero di fare ciò che voleva. Il re gli faceva spesso visita per conversare con lui. Leonardo iniziò a riordinare tutti gli appunti scientifici che aveva scritto nel corso della sua vita. Morì prima di riuscire a finire il lavoro, il 2 maggio 1519.

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