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Tempio Malatestiano


Il Tempio Malatestiano (chiamato comunemente duomo) è la chiesa maggiore di Rimini e il suo rifacimento rappresenta il primo intervento architettonico dell’Alberti. Fu chiamato tale, poiché l’incarico gli fu commissionato da Sigismondo Malatesta signore della città. I lavori di rifacimento cominciarono nel 1447 mentre i lavori esterni iniziarono intorno al 1543. La decorazione interna considerata per molto tempo di stampo De pastiano, in realtà è stata rivalutata dalla critica come pertinente all’Alberti. Infatti, l’unica navata corrisponde alla concezioni albertiane per l’affiancamento delle cappelle introdotte da arcate a sesto acuto. Inoltre, anche la soluzione ornamentale in cui un doppio ordine di paraste inquadra archi acuti e dove il secondo ordine corona le pareti sembra di sua provenienza. L’Alberti concepì l’idea di rinnovare completamente l’esterno edificando un involucro in pietra d’Istria attorno alla chiesa (incapsulando l’edifico)preesistente e aggiungendo un'imponente cupola. Ne sono un esempio tangibile la arcate laterali, svincolate da quanto già esisteva. La struttura progettata dal genio genovese non fu completata ma, come appare da una moneta commemorativa del 1450, la facciata superiore avrebbe dovuto essere coronata da un fastigio nella parte centrale e dei semipiani l’avrebbero raccordata con la cornice sottostante , con una gran cupola emisferica che avrebbe ultimato l’edificio completandolo al contempo. Nel tempio Malatestiano, l’Alberti creò la prima facciata rinascimentale riferendosi all’antichità romana, non imitando tuttavia, semplicemente le forme del tempio classico ma, padroneggiando le conoscenze sugli archi di trionfo. Nei fianchi infatti, le grandi arcate a tutto sesto sono reminiscenze del grande genio degli impianti idrici romani (acquedotti). Le diverse ispirazioni, trovano un accordo interessante sull’alto basamento che sorregge sia i pilastri sia le semicolonne dai capitelli con teste di cherubino che, nella facciata ripartiscono la porzione inferiore in tre parti. L a facciata centrale invece, accoglie il portale all’interno di ‘un ‘ampia arcata circondato da festoni e da un ornamento marmoreo. Le facciate laterali, infine, ripongono una successione si arcate cieche.

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