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Alberti

Prospettiva:
La prospettiva è la rappresentazione della tridimensionalità su un piano e fu perfezionata e teorizzata nel 400. Il primo artista ad inventare la prospettiva fu Brunelleschi anche se si limitò soltanto a praticarla, poi Leon Battista Alberti il quale diede la sua prima definizione teorica e pratica nel “de pictura”.

Palazzo Rucellai:
Il palazzo Rucellai è stato iniziato nel 1446 dall’architetto Leon Battista Alberti. Alberti suddivide la facciata in lesene di ordine diverso: al piano terra c’è l’ordine corinzio semplice, al primo piano corinzio ricco e al secondo piano tuscanico. Alberti dimostrò che il decoro classico competeva all’abitazione civile non meno che al tempio cristiano. Questo edificio ha quindi degli elementi dell’architettura romana, infatti le lesene inquadrano porzioni di muro bugnato a conci levigati con decorazioni dei fregi con motivo del basamento scolpito a rombi che imitano l’opus reticolatum.

Tempio malatestiano
Il Tempio Malatestiano (chiamato comunemente duomo) è la chiesa maggiore di Rimini e il suo rifacimento rappresenta il primo intervento architettonico dell’Alberti. Fu chiamato tale, poiché l’incarico gli fu commissionato da Sigismondo Malatesta signore della città. I lavori di rifacimento cominciarono nel 1447 mentre i lavori esterni iniziarono intorno al 1543. La decorazione interna considerata per molto tempo di stampo De pastiano, in realtà è stata rivalutata dalla critica come pertinente all’Alberti. Infatti, l’unica navata corrisponde alla concezioni albertiane per l’affiancamento delle cappelle introdotte da arcate a sesto acuto. Inoltre, anche la soluzione ornamentale in cui un doppio ordine di paraste inquadra archi acuti e dove il secondo ordine corona le pareti sembra di sua provenienza. L’Alberti concepì l’idea di rinnovare completamente l’esterno edificando un involucro in pietra d’Istria attorno alla chiesa (incapsulando l’edifico)preesistente e aggiungendo un'imponente cupola. Ne sono un esempio tangibile la arcate laterali, svincolate da quanto già esisteva. La struttura progettata dal genio genovese non fu completata ma, come appare da una moneta commemorativa del 1450, la facciata superiore avrebbe dovuto essere coronata da un fastigio nella parte centrale e dei semipiani l’avrebbero raccordata con la cornice sottostante , con una gran cupola emisferica che avrebbe ultimato l’edificio completandolo al contempo. Nel tempio Malatestiano, l’Alberti creò la prima facciata rinascimentale riferendosi all’antichità romana, non imitando tuttavia, semplicemente le forme del tempio classico ma, padroneggiando le conoscenze sugli archi di trionfo. Nei fianchi infatti, le grandi arcate a tutto sesto sono reminiscenze del grande genio degli impianti idrici romani (acquedotti). Le diverse ispirazioni, trovano un accordo interessante sull’alto basamento che sorregge sia i pilastri sia le semicolonne dai capitelli con teste di cherubino che, nella facciata ripartiscono la porzione inferiore in tre parti. L a facciata centrale invece, accoglie il portale all’interno di ‘un ‘ampia arcata circondato da festoni e da un ornamento marmoreo. Le facciate laterali, infine, ripongono una successione si arcate cieche.

S. Maria Novella
La facciata marmorea di Santa Maria Novella è fra le opere più importanti del Rinascimento fiorentino. Fu progettata dall’Alberti tra il 1458-1460 e fu completata definitivamente solo nel 1920. Diversamente dal tempio malatestiano, in questo caso, l’Alberti non poté ricreare la facciata a suo piacimento poiché contrastato da una parziale realizzazione del trecento. L'Alberti si innestò quindi sulle strutture gotiche precedenti anche se il suo risultato fu un capolavoro dell'arte rinascimentale. Perciò, fu costretto dalle circostanze ad armonizzare la precedente fabbrica con la nuova limitando il suo intervento al portale centrale classicheggiante (che inserì in un arco a tutto sesto, incorniciato da due semi colonne corinzie posizionate su due piedistalli piuttosto alti), a tutto il registro superiore e alle zone angolari. Per mascherare alcune contraddizioni della struttura (come la mancata corrispondenza fra lesene superiori e inferiori) creò un'alta fascia con la serie di forme quadrate. Il segreto della bellezza delle facciata, infatti, sta soprattutto nella sottile rete di rapporti modulari che l'Alberti studiò razionalmente con calcoli matematici per stabilire le proporzioni tra i vari elementi. Un attico fra l’ordine superiore e inferiore delinea la costruzione quattrocentesca :Per l’intera altezza della navata centrale, L’Alberti organizzò quattro paraste corinzie, dalla tipica zebratura marmorea, che sorreggevano una trabeazione su cui era posizionato un timpano. Mentre due ampie volute finemente ornate raccordavano l’ordine superiore all’attico, nascondendo gli spioventi del tetto delle navate laterali.

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