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La Pietà di Michelangelo

Nel XV secolo fiorirono molti artisti presso le varie botteghe. In quella di Domenico Ghirlandaio, nel 1499, un giovane artista di appena 22 anni terminava la prima e una delle sue sculture migliori. L’artista in questione era il grande Michelangelo Buonarroti, che in quell’anno finì di scolpire la Pietà, una delle maggiori opere occidentali di sempre, custodita in Vaticano. Raffigura la Vergine con il corpo di Cristo senza vita tra le braccia. La donna è rappresentata con il volto giovane come quando a concepito Gesù, Michelangelo ha scelto questa caratteristica poiché la purezza preserva la giovinezza e la Vergine rappresenta l’umanità, come dice Dante nella sua Divina Commedia. Il volto di Gesù invece è abbandonato alle braccia della madre, ma allo stesso tempo è sereno, poiché Michelangelo ha voluto sottolineare che col suo sacrificio, Cristo ha ricongiunto l’uomo a Dio. La base della scultura, invece, non ha avuto molte attenzioni per non confondere lo spettatore in particolari non riguardanti quella scena. Michelangelo per le sue sculture sceglieva personalmente i blocchi di marmo dalle cave di Carrara, ma a differenza delle altre la Pietà è l’unica ad essere stata firmata dall’artista, poiché girava voce che l’avesse scolpita uno scultore lombardo. Nel 1972 un geologo australiano colpì la scultura sottrattiva (denominata così perché scolpita con lo scalpello) con un martello gridando <<Io sono Gesù Cristo, risorto dalla morte>>, recò non pochi danni alla scultura, poi dopo il soggiorno di un anno in un manicomio italiano, venne rimandato in Australia. Ora la Pietà è coperta da un vetro

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