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Jean-Auguste-Dominique Ingres, La Grande Odalisca

La Grande Odalisca fu dipinta nel 1814 per Carolina Murat, moglie del re di Napoli, e attesta che anche Ingres fu affascinato dalle atmosfere dell’Oriente, pur non avendolo mai visto di persona. La tela rappresenta una odalisca nuda sdraiata di spalle, ma con il viso voltato verso lo spettatore. L’ambiente esotico dell’harem è evocato attraverso l’inserimento di accessori d’uso orientale, descritti con estrema precisione realistica: il prezioso scacciamosche di piume, il narghilè, l’incensiere ai piedi del letto e la tenda azzurra con ricami floreali. Nell’arte di Ingres l’interesse per i motivi scenari orientali convive con precisi rimandi alla tradizione occidentale. La posa della donna ricorda infatti le raffigurazioni di Venere realizzate da Raffaello, Tiziano e Veronese. La sensualità della figura femminile vista di spalle è data dalla schiena nuda e dalla linea sinuosa dei suoi profili, accentuati dal buio dello sfondo. La luce colpisce la donna frontalmente, mettendo in risalto il candore della pelle e la sua morbidezza quasi palpabile. L’equilibrio raffinato dei colori e i delicati passaggi di toni riducono il senso di volume del corpo, confermando la predilezione di Ingres per i valori lineari. L’artista ricercava non una bellezza reale, ma una perfezione ideale data dall’armonia e dall’eleganza delle forme.

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