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Gericault e Delacroix

Gericault e Delacroix hanno in comune uno spirito epico e nell'opera di entrambi pulsano le condizioni esistenziali e poetiche del romanticismo. La loro forza espressiva mescola classico, accademico, fervore barocco, realismo e dinamismo.

Gericault
Gericault rifiuta le regole dell'accademia (artista maledetto) anche se la sua formazione è classica. Impara a costruire imponenti "macchine pittoriche", cioè a fare composizioni monumentali in cui ogni corpo ha una sua giusta collocazione nello spazio. Il periodo storico coincide con la disfatta di Napoleone. Il soggiorno a Roma sarà fondamentale per la sua opera. Qui copia i maestri del Rinascimento ed il suo modello indiscusso sarà Michelangelo per l'energia vigorosa che riesce ad infondere nei corpi dipinti (titanismo). La sua formazione classica è visibile nelle sue opere, ma all'equilibrio composto, Gericault sostituisce un dinamismo fremente, incontenibile, successivo per i canoni classici.

La linea di contorno quasi scompare e la pittura è data da pennellate veloci.
Zattera della Medusa - Anche se la scena è monumentale, in linea con le aspettative della giuria del Salon, una vera macchina pittorica, la composizione è troppo poco rassicurante secondo i criteri razionali. Una serie di diagonali (linee di forza) partono dal centro del dipinto e muovono verso l'esterno in direzioni opposte, come spinte da una forza centrifuga che tende alla disgregazione. Nessuno si accorge dello spettatore. Ci sono molti particolari realistici, ma rimane enfasi dell'umanità, che rimane dunque titanica, epica ed eroica. La struttura è piramidale. Il punto di vista è dall'alto così da creare più coinvolgimento e la linea d'orizzonte coincide con quella del mare. L'opera trasmette un grande senso di inquietudine. Infatti, Gericault dipinge il momento dell'illusione, della falsa speranza poichè i naufraghi stanno cercando di farsi notare dalla nave in lontananza per essere soccorsi, invano. Il quadro simboleggia la caduta della Francia.

Delacroix
In Delecroix il sentimento romantico della partecipazione ai problemi esistenziali si colora di tinte drammatiche e di toni realistici.
Libertà che guida il popolo - Non c'è realismo. La figura allegorica della Vittoria che guida la storia, ricorda la Nike di Samotracia per l'enfasi classica con cui è rappresentata, per la nudità del seno e per il vestito che si appoggia sul corpo, che, in avanti, spinge in senso contrario. Nonostante ciò, però, è portata all'attualità poichè non è alata, ma sta imbracciando un fucile. La donna è, inoltre, il vertice di una piramide.

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