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Il Duomo di Modena

Il Duomo di Modena fa ben capire l'importanza della cattedrale nel periodo romanico, perchè dialoga con la piazza comunale che si apre lungo il suo fianco destro e ne costituisce lo sfondo più significativo, con il proprio volume monumentale, compatto grazie alla pianta basilicale priva di transetto sporgente. L’esterno è realizzato in pietra e lapidi di recupero dall’antica necropoli sottostante. La facciata ha una struttura romanica a salienti ed è tripartita in senso verticale da due robusti contrafforti che rivelano la suddivisione interna in tre navate, mentre sei arcate cieche sono scandite da lesene. IN ognuna di esse è collocata una delle trifore della loggia percorribile, elemento che scandisce in senso orizzontale la facciata, insieme alla cornice di archetti pensili sottostante e ai rilievi scultorei opera di Wiligelmo. La loggia costituisce, insieme alle lesene e agli archetti pensili, l’elemento unificatore di tutto l’edificio e lo percorre dalla facciata fino all’abside, proseguendo idealmente anche all’interno nei matronei. Il portale centrale è ornato da un protiro a due piani con due colonne sorrette da leoni stilofori: è uno dei primissimi esempi di questa struttura, che si diffonderà in tutta l’Italia romanica. A una fase successiva, gotica, appartengono il grande rosone, i pinnacoli di coronamento, i due portali laterali, la Porta Regia posta sul fianco destro e la torre di Ghirlandina. Particolare valore ha l’area absidale, che forma un volume autonomo: sul corpo del transetto si innestano tre absidi in cui si aprono le finestre della chiesa e della cripta. L’interno del Duomo ha un aspetto raccolto, grazie anche alle morbide tonalità del cotto che ne accentuano la penombra. Lo spazio è ritmato da pilastri a fascio alternati a colonne, ma le superfici della navata centrale scorrono quasi senza interruzione conferendo alla chiesa forte unità. Il finto matroneo ha funzione di alleggerimento delle murature e presenta trifore inserite in arcate, come loggia esterna. Sopra di esso vi è un cleristorio molto alto che, insieme alle attuali volte a crociera a sesto acuto realizzate nel XV secolo, altera l’aspetto romanico originario, che doveva presentare capriate in legno.

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