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Piero della Francesca, Polittico della misericordia


La pittura di Piero della Francesca è una pittura profondamente intellettuale nella quale nessuna forma è lasciata al caso e i personaggi invitano alla meditazione silenziosa. L’atmosfera dei suoi dipinti è solenne e umana al tempo stesso, i suoi personaggi immobili e solidi sembrano esserlo anche nella volontà e nella morale. Nel Polittico della Misericordia, eseguito per la Confraternita della misericordia di Borgo San Sepolcro, è l’opera che riassume i tratti essenziali dell’arte di Piero della Francesca. L’opera è stata portata avanti insieme ad altri collaboratori, a cui spettano la predella e i sei santi laterali. Sicuramente al maestro appartengono i due santi a sinistra (Sebastiano e Giovanni Battista), la Crocifissione nella cimasa e lo scomparto centrale con la Madonna che apre il suo mantello per proteggere i devoti. La Crocifissione richiama quella dipinta da Masaccio nel Polittico di Pisa, per lo scorcio del capo di Cristo e per il suo corpo magro, lontano dalla perfezione dell’anatomia rinascimentale. I santi Sebastiano e Giovanni Battista hanno volumi forti e il volto ruvido; la tavola centrale, invece, presenta oramai un linguaggio purificato e ascetico dello stile maturo di Piero: l’ovale del volto della Madonna, il semicerchio del mantello a cui si contrappone quello dei devoti inginocchiati e i capelli della donna di spalle sono frutto di una ricerca di geometrie perfette, mentre i volti sono già influenzati dalla ritrattistica fiamminga. L’astratto fondo oro sottolinea ancora di più la concretezza volumetrica delle figure e ne evidenzia la severa solennità.
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