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La Morte di Marat è uno dei dipinti più significativi dell'artista Jacques-Louise David, uno dei principali esponenti del Neoclassicismo (nonostante le sue opere possiedano peculiarità riconducibili anche al Romanticismo). Attraverso quest'opera, l'artista rende onore a uno dei grandi capi della rivoluzione, ucciso a tradimento nel 1793 da Carlotta Corday. Il pittore non si rivolge al passato, bensì ritrae un fatto contemporaneo; tuttavia, non presenta il momento in cui si è compiuta l'azione omicida, bensì le sue conseguenze, invitando alla meditazione sul sacrificio.
Marat giace nella vasca da bagno, dove doveva passare la maggior parte del tempo per curare un'infezione cutanea contratta negli ambienti malsani e poco igienici del tempo, dove si nascondeva per sfuggire a coloro che lo perseguitavano. Nella mano destra tiene la penna, nella sinistra, invece, la supplica con la quale l'assassina si era presentata con l'inganno.
L'arma del delitto giace a terra, macchiata di sangue, così come il lenzuolo e il foglio di carta.

La composizione rievoca alcuni modelli iconografici quali ad esempio "La Pietà" di Michelangelo Buonarroti e la "Deposizione" di Caravaggio.
La luce vivida, assieme all'ambiente disadorno e vuoto, assumono un ruolo fondamentale per la scena e per la carica drammatica della composizione, che può essere paragonata alla scena di una tragedia teatrale.

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