Daniele di Daniele
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Jaques Louis David

Il pittore J.L.D. iniziò una pittura rivoluzionaria basata sulla cultura illuminista.
Si ispirò a Caravaggio per la capacità di rappresentare il reale. Divenne il pittore ufficiale di Napoleone.
Con l’età napoleonica l’ideale classico non era fonte di ispirazione ma lo si vedeva con nostalgia

La Morte di Marat

Marat era un giacobino, giornalista e politico della rivoluzione francese.
Era malato di una malattia della pelle che lo costringeva a stare sempre in una vasca piena d’acqua per curarsi. Accanto a sé aveva uno sgabello su cui scriveva “per il bene del popolo”.
David conosceva Marat e due giorni prima che morisse lo andò a trovare.
Marat ricevette una lettera, che si vede nel quadro, da una girondina, Charlotte Cordet, la quale scrisse: “Cittadino, è sufficiente la mia sofferenza per avere la vostra indulgenza”. Marat la riceve e lei lo pugnala a tradimento.
David va a trovare Marat morto per fare degli schizzi dal vero e poi li riproduce su tela. Quest’opera fu esposta nella Sala dei rivoluzionari francesi.
C’è un’influenza caravaggesca. Riprende, infatti, il braccio della “Deposizione” di Caravaggio che si trova nei Musei Vaticani. Riprende anche il chiaroscuro tra il primo piano e lo sfondo (braccio e corpo chiaroscurati). E’ calcolato sulle orizzontali e verticali per enfatizzare il realismo e la drammaticità perché gli angoli retti accentuano la drammaticità. Nel quadro c’è una dedica a Marat.

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