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Cupola di San Pietro


Michelangelo interviene nella zona absidale con una struttura muraria che si avvale dell’uso delle paraste di ordine gigante alle quali sovrappone un’alta cornice. Tale organizzazione delle superfici esterne ha la sua logica prosecuzione nell’alto tamburo anulare e nei costoloni della cupola. Dopo la morte di Michelangelo il suo progetto fu portato a termine dai continuatori. Infatti, il tamburo è ritmato da colonne binate (accoppiate), terminazioni di potenti contrafforti che irrigidiscono la struttura e che affiancano immensi finestroni alternativamente timpanati o centinati. La grande cupola è a doppia calotta ed è conclusa da una lanterna dove si ripete il motivo delle colonne binate del tamburo. Quest'opera è un esempio di architettura rinascimentale e barocca- Michelangelo interviene sicuramente nella zona più delicata della struttura dal punto di vista architettonico. La cupola comunque è molto appariscente e dettagliata.


Autore: Michelangelo Buonarroti.
Titolo: Cupola di San Pietro.
Data: 1506-1626.
Collocazione: Roma, Basilica di San Pietro.
Dimensioni: Diametro di circa 43 m, altezza di 136 m
Committenza: Nel 1547, papa Paolo III affida l’incarico a Michelangelo (da ricordare tuttavia che il primo architetto fu Bramante).

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