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Courbet

-origini contadine ma poi ricco
-rivendicazione delle proprie origini
-maestro per una generazione d’artisti
-riunioni nei caffè, discussioni intellettuali
-provocatore conscio dei propri mezzi
-non grande formazione accademia→copia delle opere del Louvre [autodidatta]
-accademia: morta e inutile→libertà di espressione con mezzi ed ideali propri
-apertura di uno spazio in cui chiunque poteva dipingere [completamente gratuito e finanziato da lui, di breve durata]
-esposizione al Salone nel 1850
-rifiuto del Salon [che aveva due esposizioni annuali]→istituzione del Padiglione del Realismo di fronte al Louvre
-bohémien
-arresto ed esilio in Svizzera
-padre nobile del realismo
-successori: Millet e Daumier[anche incisore e satirico]
-rappresentazione del lavoro, non solo del popolo afflitto dalla sofferenza [vd. Gli spaccapietre, due personaggi vestiti di stracci e zoccoli di legno, che spaccano pietre e li mettono in un cesto, messi di spalle, mostrano la fatica del lavoro]→grande fortuna successivamente

-Campagna salvifica: valori ancestrali e fermi, possibilità per l’uomo di salvarsi→ ricerca di fortuna nell’industrializzazione: perdita di tutto, città invivibili, mancanza di qualsiasi servizio, vita in baracche…persone illuse dal progresso

Funerale ad Ornans
1849, dopo un viaggio in Olanda in cui conosce la pittura fiamminga e di Rembrandt in particolar modo, decide di rappresentare in una tela enorme (ca. 7m) il funerale di un concittadino. Rappresentazione di tutta la città (60 persone tra cui il padre di Courbet): rappresentante delle istituzioni, rappresentanti della Chiesa, soprattutto rappresentanti del popolo [contadini, mani sporche e rovinate]. Scena tagliata a metà, lo spettatore resta fuori. Tela giocata sul marrone, il nero, e l’ocra. Non si utilizza una prospettiva albertiana, i personaggi sono sovrapposti, senza profondità. I personaggi non si interessano realmente della sepoltura, i chierici hanno fretta, ci sono persone quasi ubriache, altri si fanno i propri affari, chiacchierano, essa è solo un fatto sociale. Visi bellissimi, soprattutto quelli femminili, solcati dalla fatica del vivere e del lavorare. Più che accusare, mostra il reale, non c’è alcun aspetto caricaturale. Pittura non lirica, greve. Opera molto criticata. Critica: esaltazione della volgarità, pittura come strumento della rivoluzione, intimidazioni da parte del potere (finite in esilio).

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