coltina di coltina
Genius 11957 punti

La città rinascimentale


Il Rinascimento coltivò il gusto per i classici, lo studio delle loro forme e delle proporzioni, si dedicò alla ricerca di una misura equilibrata che fosse metro per la nuova concezione dell'Umanesimo.
Nell'ambito architettonico e urbanistico si iniziò a ragionare sul concetto di città ideale, intesa come un luogo in cui forme geometriche, funzionalità e aspetto magnifico si fondessero per esaltare costruttore e committente, creando un contesto urbano in cui "il buon governo" potesse esprimersi in un ambiente perfetto e fondato sulle regole della prospettiva di Brunelleschi.
Il "De re aedificatoria" (Trattato sull'archietettura) di Leon Battista Alberti, trattato fondamentale per l'epoca, scritto nel 1452, si propone il compito di elencare la casistica completa sui modi di costruire la città.
Nacquero così numerosi progetti, affidati a famosi architetti, come Sforzinda, la città ideale di Filarete, Palmanova e Pienza.

Gli edifici della città ideale dovevano avere l'uomo come unità di misura, erano progettati a tavolino e non contemplavano il concetto di espansione naturale del borgo.
Le città medioevali vennero a volte abbattute per far posto a nuove strutture geometriche, stellate, circolari o poligonali, in cui gli edifici si susseguivano con un ritmo cadenzato, alternando abitazioni signorili, palazzi di governo, piazze, edifici sacri, larghe strade e giardini. Venne privilegiata la simmetria, vennero creati centri monumentali sui quali si affacciavano palazzi dalle facciate "teatrali" e celebrative, come quelle rappresentate nel dipinto "La città ideale" di un anonimo artista fiorentino.
Per la prima volta si introdusse (dopo l'epoca romana, che aveva costruito le sue città attorno al Cardo e al Decumano) il concetto di pianificazione territoriale urbanistica.
Esperienze compiute e ancora visitabili di città rinascimentale sono Urbino, la cui progettazione fu affidata dal Duca Federico di Montefeltro all'architetto Luciano Laurana e Pienza, voluta dal Papa Pio II, Enea Piccolomini, e realizzata da Bernardo Rossellino.

Registrati via email