La chiesa di S. Maria presso S. Satiro

Primo incarico di Leon Battista Alberti a Milano.
La Chiesa doveva essere restaurata. Corrisponde a un edificio paleocristiano, con una planimetria classica a croce. Non poteva ampliare i spazi fisicamente, quindi raffigura una cupola nella parte centrale, dipingendo ciò che avrebbe voluto costruire. La volta, che lascia immaginare un coro dietro, crea un visione illusionistica, il tutto è realizzato in 50 cm di spessore. Vuole creare ciò affinché tutte le pareti sembrino uguali; infatti l’obiettivo di Bramante è realizzare un’unità spaziale, sintetica e armonica. Nello stesso periodo Leonardo stava realizzando “L’ultima cena” nel refettorio di S. Maria delle Grazie, chiesa domenicana dove c’è l’intervento di Bramante per la ristrutturazione, ma il progetto non é finito poiché sia lui che Leonardo sono costretti a scappare da Milano poiché inizia la guerra contro le forze francesi, quindi non è più un luogo sicuro ed i soldi servono per altri interessi. Leonardo va a Mantova, Venezia, Roma e di nuovo a Firenze, invece Bramante si dirige a Roma.

Roma gli offre la possibilità di studiare direttamente i vari edifici sparsi per la città. La prima costruzione che realizza qui è “Il chiostro del convento di S. Maria della Pace”, ma ritroviamo le caratteristiche

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