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Canova

Vita
L’arte è lo scopo della sua vita. Nasce a Possano (Treviso) da una famiglia di scalpellini, poi lavora nella bottega del nonno. Nella cena di altolocati veneti scolpisce un leone nel burro (manifesta già grandi doti). Si forma a Venezia poi a Roma (nell’accademia di Francia), a Parigi e a Londra dove vede i marmi del Pordenone che per lui sono originali. Assume incarichi nelle corti di tutta € (dal papa, in Russia, a Napoli) diventando ispettore generale delle Belle Arti. Studia le opere dell’antico a Roma e ci sta per molto tempo tranne quando viene fondata la Repubblica Romana (no interesse per politica). E’considerato l’ultimo artista italiano di grande rilevanza internazionale. Va in Francia a recuperare le opere trafugate da Napoleone. È anche pittore ma di minore importanza.

Disegni
Fa molti schizzi e ritrae antichità che vede a Roma, disegna nudi dal vero, si esercita a memoria a disegnare uomini in varie posizioni e diverse espressioni. Canova crea catalogo che usa quando deve scolpire


Metodo

Dallo schizzo grafico egli fa dei modelli in creta da cui gli allievi ne fanno dei calchi in gesso, che usano come modello per abbozzare il marmo (di questo si occupano gli aiutanti), che Canova poi rifinisce, a volte usa cera rosata per dare l’idea dell’incarnato.

Sculture

Per lui devono essere classiche e raffigurare una bellezza ideale, universale ed eterna (perfetta anatomia dei corpi, psicologie quasi assenti o silenziose (no volti espressivi), per questo quelle diCanova sono tutte composizioni equilibrate(no dinamismo). Ci deve essere bello ideale e bello di natura. Usa solo marmo bianco che modellato diventa translucido e armonioso, crea effetto di morbidezza.

Soggetti
Mitici (da modelli classici), funerari e ritratti

Opere

Dedalo e Icaro
Opera poco classica ancora in stile rococò e tardo barocco→ lo stile verrà poi maturato a Roma secondo i principi di Winckelmann: nobile semplicità e quieta grandezza

Teseo sul Minotauro (1781-83)
A Roma ambasciatore veneto gli commissiona opera a soggetto libero. X scolpirla segue molto Winckelmann. Se fosse stata nel barocco sarebbe stata scolpita nel mentre della lotta, qui invece è nel momento subito dopo. Traspare calma non ferocia del combattimento. Allegoria della vittoria della ragione sulla bestialità e lume sulle tenebre.

Monumenti funerari per Clemente XIV e XII (1783-92)

Modello: Bernini (papa Urbano VIII), composizione piramidale (dal basso: figure statuarie, sarcofago, effige defunto), ma diversa perché c'è più compostezza (no enfasi, no decorazione). Clemente XIII inginocchiato per carattere mite e devoto del papa, accanto a lui ci sono due figure femminile che rappresentano la ragione e due leoni.

Amore e Psiche
Ne esistono due statue (una al Louvre- nudità , l’altra all’Ermitage a San Pietro Burgo, con foglia che copre nudità).
Storia di Apuleio: Amore, figlio di Venere incontra Psiche fanciulla con maledizioni. I due si innamorano ma non si devono mai vedere per non essere soggetti alle maledizioni, perciò si vedono la notte, di nascosto. Le sorellastre di Psiche la convincono a guardarlo, con una lampada a olio illumina il viso di lui, ma una goccia cade, lo sveglia e lui scappa via. Venere è gelosa di Psiche e la sottopone a delle prove: deve andare nell’Aldilà e farsi consegnare un vasetto della bellezza da Persefone, ma in realtà questo contiene il sonno eterno, Psiche lo apre e muore. Amore la sveglia con un dardo. Giove si impietosisce e concede a Psiche l’immortalità. E’ rappresentato il momento subito dopo il risveglio di lei: un abbraccio sospeso e intrecciato per l’intersezione della circonferenza data dalle braccia di lei e quelle di lui, momento prima del bacio (fulcro composizione)
Corpo di lei è in torsione e rispetto a quello di lui mostra un maggiore avvitamento, lui si inchina. L' Allegoria della statua è quella dell’amore che suscita desiderio non consumato. IL marmo ha un effetto translucido, ritratto del bello ideale (Winckelmann) e dei natura (ventre e fossetta creata dalla mano di lui sul seno di lei), visione a 360° (si nota il vasetto aperto da lei sul retro)

Monumento funebre a Maria Cristina d’Austria
L’ambasciatore commissiona un monumento funebre di Tiziano da esporre nella chiesa dei Frari ma non viene realizzato per la morte del committente, gli studi fatti vengono usati per quest’opera.
Maria Cristina è figlia di Maria Teresa.
Committente: suo marito che segnala all’artista quali allegorie devono apparire per rappresentare le virtù della moglie. Canova in realtà non voleva una rappresentazione tutta allegorica ma piuttosto voleva cercare di dare un senso di azione: idea del corteo che sfila per portare ceneri al sepolcro. Corteo legato da una ghirlanda è memoria consolatrice (corrispondenza di amorosi sensi).
La composizione è una e vera piramide (ispirazione da quella di Caio Cestio a Roma) che rappresenta il monumento sepolcrale per eccellenza. In alto volto del defunto nel medaglione classico, incorniciato da serpente che si morde la coda (simbolo del continuo ritorno-eternità). Altre allegorie: fama, regge il medaglione, gloria regge palma, virtù porta urna, porta passaggio da vita terrena all’aldilà (deriva da tombe etrusche). Le tre figure rappresentano: 1. fanciulla
2. beneficenza
3. pietà che regge vecchio cieco
Esse rappresentano le tre età della vita che possono essere colte dalla morte. Il pensiero è quello che anima i sepolcri di Foscolo. Monumento funebre di un grande personaggio è testimonianza di virtù e di affetti.

Ebe
Coppiera degli dei. Modelli classici nel soggetto e nella rappresentazione. Particolari in metallo danno bicromia

Paolina Borghese come venere vincitrice
Sorella di Napoleone. Per rappresentare il bello ideale è rappresentata nelle vesti di una dea a seno nudo che ha nelle mani il pomo della vittoria consegnatogli da Paride perché ritenuta la più bella. Canova usa cera rosata per dare idea della carne

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