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Canaletto e Venezia

Il Vedutismo:
- Uso del Pantografo, per ingrandire le immagini ricalcate con la camera ottica. Tra le vedute : Bacino di S. Marco di G. Van Wittel, che porta il vedutismo in Italia; Luca Carlevarijs, che interpreta la veduta dell’ingresso solenne del conte De Gery al Palazzo Ducale di Venezia, La piazza di S. Marco verso la Basilica, San Giorgio Maggiore della Punta della Dogana e altre sempre di Luca Carlevarijs.
-Canaletto, figlio di Bernardo Canal Senso, Fa uso delle ombre e di una luce sciroccale; Nelle sue vedute racconta Venezia con un forte senso di appartenenza. E’ oggettivo, ma un po’ noioso, infatti le sue vedute sono un po’ simili fra loro. Ampliava le prospettive. Nel suo tempo, Venezia era un luogo ideale perché era una repubblica.
Nell’ altra Stanza erano presenti delle stampe del Canaletto. Queste Stampe avevano lo stesso uso delle nostre cartoline attuali, solo, che venivano comprate dai nobili come ricordo della città, Tra le sue vedute: Regata in onore del principe di Danimarca e di Norvegia; Piantina di Venezia (Stampa); Sagra di S. Pietro, dove i nobili erano mascherati con la Bauta.

Francesco Guardi
è l'erede del Canaletto, trasforma l’arte di Canaletto che dava all’occhio, in un’arte che rappresentava dei sentimenti, Faceva uso dell’armenia (un “colorante” rosso), e usava la pittura ad olio.
- Museo Gipsoteca (galleria di statue in gesso) di Possagno
Canova, figlio di Ignota, Usava il metodo che consisteva nel scolpire, per prima cosa, la statua in gesso come bozza e poi in marmo rosato per il colore della carne (per un marmo completo ci si impiegava almeno due anni), nel suo tempo la Fallier, era una delle famiglie più nobili di Venezia. Riesce a trasferirsi a Roma per lavorare, dove trova ispirazione per le sue opere. Gestiva il patrimonio dello Stato Pontificio. Fu nominato da Papa Pio VII, Marchese d’Istria. Lascia tutte le sue opere nel suo Paese (Possagno) come gli era stato chiesto nel suo Testamento. Canova muore il 13 ottobre 1822 per una frattura di una/due costola/e. Negli ultimi anni non riusciva a mangiare cibi solidi, pertanto si nutriva di quelli liquidi.

Entrati, è presente la statua in gesso (bozza) di Paolina Borghese, la sorella di Napoleone, rappresentata nuda, la trasforma in venere; i chiodi sparsi per la stanza li ha usati per orientarsi e per lui quei punti erano interessanti. Di Canova sono presenti più di 100 ritratti, tra cui quello di Fabre del 1812, di Giovan Battista, del 1822, ormai all’ apice della sua carriera e di Thomas Lorenz (il miglior ritratto). In un’ altra stanza, vediamo gli strumenti di Canova tra cui il suo trapano, la sua uniforme da Marchese d’Istria e la sua maschera funebre. In un’altra stanza, ancora, vediamo i suoi disegni delle sue opere, (il disegno era il punto di partenza di un’opera) Nella stanza successiva vediamo la sua mano racchiusa in un “contenitore trasparente”, l’idea di staccarli la mano è stata di Cicognara.

Entrando la guida ci spiega la statua che rappresenta l’Italia in forma umana, con la corona in testa che piange sulla tomba di Vittorio Alfieri. Tra le statue più importanti: Teseo vincitore del Centauro; Marte e Venere; Venere e Adone (amante di Venere) con il cane dietro; Il monumento funebre di Maria Cristina d’Austria (le statue presenti rappresentano le caratteristiche di Maria Cristina e la porta il passaggio dalla morte alla vita nell’aldilà); Deposizione; Papa Pio VI; L’urna della mano destra di Canova, di epoca Bizantina, che apparteneva al tesoro di S. Pietro; Statua di Napoleone (rappresentato bello, alto, muscoloso e magro) comprata da Wellington.
Per merito di Carlo Scarpa la Gipsoteca viene ampliata con altre opere di Canova: L’amore psiche (Eros si innamora di Psiche), che rappresenta l’istinto e l’amore che formano il Neoclassicismo; Danzatrice col dito al mento; Ritratto di George Washington; Le tre Grazie (Talia, Aglaia, Eufrosine) con committente Giuseppina Bearneau.

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