L' impervia sfida di Michelangelo: "la Cappella Sistina e il Giudizio Universale"

Cappella Sistina

All’interno del Vaticano vi era una piccola cappella in cui i Papi dicevano Messa : Sisto IV la ingrandisce facendo costruire la cosiddetta Capella Sistina. Essa è composta da una sola navata centrale divisa in due da una transenna lignea; la parte che precede la transenna è la zona in cui i laici possono partecipare alla S. Messa; oltre la transenna vi è il presbiterio occupato dal Papa e dai concelebranti. La copertura è a volte a botte ribassata che raffigurava un cielo in blu lapislazzulo costellato da stelline dorate. Sulle pareti ci sono 3 registri decorativi distaccati dalla presenza di marcapiani aggettanti :
• Nella parte più bassa vi sono finti tendaggi che dovevano essere sostituiti da arazzi disegnati da Raffaello ( quindi erano momentanei) ;
• Nella seconda è raffigurata la storia di Cristo e di Mosé dipinta dal Ghirlandaio, Botticelli e da Perugino;

• Nel terzo registro sono raffigurato i primi 30 Papi della Cristianità.

All’inizio del ‘500 ( 1503) la cappella Sistina presentava delle lesioni sulle vele delle volte. Diventato Papa Giuliano dell’Arrovere ( nipote di Sisto IV) continua il lavoro della cappella sistina : ristrutturò la volta a botte e cambiò il progetto iconografico : elimina il blu con le stelline dorate e incaricò Michelangelo di affrescare le pareti del soffitto; quest’ultimo in primis si rifiuta – ricordiamo che fu soprattutto uno scultore e come tale era riconosciuto da molti,infatti è inspiegabile questa decisione del Papa di volerlo assumere – e addirittura è costretto a lasciare Roma per ritornare a Firenze per la grande insistenza dello stesso Papa. Giulio II però che voleva a tutti i costi che lui dipingesse il soffitto minacciò di invadere la Repubblica di Firenze, qualora Michelangelo non si fosse presentato : alla fine Michelangelo sotto costrizione accettò. Giulio II sceglie di realizzare i 12 apostoli ,quindi la continuità di Cristo : Michelangelo accetta l’incarico a patto di realizzare la Genesi ( quindi il Vecchio Testamento) anziché i 12 apostoli, cioè la continuità di Cristo sulla terra. Michelangelo rivoluziona tutto,partendo dalla creazione sino all’ebbrezza di Noè. Egli dipinse tutta la volta della Cappella Sistina , che ha più di 500 m², da solo dal 1508 al 1512: all’inizio chiamò a Roma alcuni suoi amici fiorentini per aiutarlo : ma Michelangelo era un uomo introverso e chiuso e dunque lo lasciarono da solo a terminare tutto questo lavoro : gli unici aiuti che ebbe da quel momento furono dei ragazzi che avevano il compito di salirgli l’intonaco e i colori già mescolati da lui. Inventò una tecnica che utilizzò solo lui : per fare un affresco si deve preparare il cartone preparatorio che si deve ingrandire e fare l’affresco in giornata. Dunque ritagliava il cartone preparatorio e lo pressava sull’affresco e rimanendo i segni delle figure dipingeva sopra di essi . Alla fine del lavoro Michelangelo ebbe una deformazione al nervo ottico e poi divenne cieco ( all’età di 33 anni ) : dipingeva infatti sempre disteso – lui si è disegnato in questa posizione,subendo così gli schizzi del colore che poteva finire sul viso o sugli occhi .

La Basilica di Spietro venne realizzata intorno al 400’ e ultimata nell’ ‘800 . Tutti gli architetti che hanno preceduto Michelangelo non terminarono mai . La Cappella Sistina è caratterizzata da una miriade di personaggi che sembrano muoversi nello spazio. Tutta la composizione è racchiusa in finte strutture architettoniche. Ci sono cinque arconi su cui poggiano dei pilastri con capitelli istoriati con ignudi : i pilastri sono 10 per lato e sorreggono una cornice sporgente dove vi sono 9 riquadri : 5 sono più piccoli perché sono all’interno degli arconi e perché nella parte superiore della cornice sporgente troviamo dei cubi con delle coppie di ignudi che tengono dei tralci di quercia – e che hanno un atteggiamento e una posizione diversa - e nei tondi bronzei ( dipinti) ci sono delle scene bibliche. Perché tengono tralci di quercia e non di alloro? Perché nello stemma dei Dell’Arrovere vi erano tre querce: Sisto IV era Francesco dell’Arrovere dunque le querce hanno lo scopo di ricordare la sua famiglia. Sui troni raffigurati nei riquadri antistanti gli spicchi delle finte vele troviamo 12 figure intronate tra cui 7 profeti e 5 sibille. Negli spicchi delle vele e nelle lunette ci sono i 40 antenati di Cristo. Gli spicchi angolari parlano degli interventi divini. Guardando quest’affresco notiamo i colori limpidi in contrasto chiaroscurale ( nelle sibille il contrasto è reso dalle varie tonalità dello stesso colore , nelle lunette e negli spicchi cambiando totalità di colori diversi che dunque per questo motivo si definiscono cangianti ) . Michelangelo iniziò a dipingere dalla fine del racconto. Si nota inoltre che in più riquadri le scene sono affollate da personaggi piccoli,successivamente ci sono scene con personaggi in minor numero, ma in grandezza maggiore: forse è il sintomo della mancata esperienza di Michelangelo in campo pittorico . Michelangelo interrompe la realizzazione e il palco viene smontato e lui in seguito noterà questi suoi errori. Nell’utilizzo del colore ricordiamo sempre che per Michelangelo il colore veniva utilizzato come se fosse materia e quindi anche come se fosse marmo : i colori spesso dati per contrasto o contrapposizione sono il mezzo per creare immagini più volumetriche possibili come se fossero delle statue dipinte. Michelangelo fu criticato per la presenza massiccia di personaggi ignudi soprattutto per quelli presenti nell’affresco del Giudizio Universale posto dietro l’altare maggiore : non si riteneva giusto che in una cappella papalina ci possano essere dei corpi ignudi ; sostanzialmente la motivazione che spinse Michelangelo a scegliere questo tipo di rappresentazione è legata al suo pensiero che il corpo dell’uomo è fatto ad immagine e somiglianza di Dio,dunque sottolinea un carattere religioso- biblico .

La Creazione di Adamo

Su un paesaggio arido Adamo si sta svegliando ed è portato in vita da Dio con un semplice gesto ottenuto sfiorando il suo dito con quello di Dio. Dio è circondato da angioletti avvolti da un mantello di color bordeaux : Adamo è giovane e Dio è vecchio. La terra è arida perché Michelangelo pensava che l’uomo fosse un perdente,però ogni giorno doveva alzarsi per affrontare la vita,perché infusa da Dio e per propria dignità. Adamo si alza con difficoltà come se non volesse affrontare la vita ed è appoggiato dal terreno e quindi alle cose materiali.
La distanza tra Dio e Adamo raffigura la distanza tra l’uomo e Dio. La natura secca risalta il pessimismo cosmico.

Il giudizio universale

Nel 1536 Paolo III Farnese chiede la realizzazione del Giudizio Universale sulla parete retrostante l’altare maggiore: Michelangelo accetta e questa volta piuttosto che realizzare delle finte strutture architettoniche usa soprattutto i colori per delimitare le immagini : tutti i personaggi sono rappresentati su un cielo azzurro e il colore usato per i personaggi è il colore bronzeo: il contrasto fra la luce del cielo e il bronzeo dei corpi risalta la composizione. La figura di Cristo nei suoi gesti, con la sua mano destra caratterizzata da un moto ascensionale sceglie le anime che devono assurgere al cielo,mentre con la mano sinistra con un moto posto verso il basso indica alle altre anime la loro collocazione all’inferno : nella parte bassa della composizione vi è Caronte che sulla barca traghetta le anime condannate al fuoco eterno : questa è una prima rappresentazione dell’inferno di Dante. Negli espressione degli eletti e dei dannati c’è la stessa disperazione : i primi si aggrappano verso i cieli - perché la paura che deriva dall’incertezza di quello che avverrà dopo la morte alleggia anche tra i pensieri degli spiriti eletti – invece i secondi per salvarsi . La Madonna che dovrebbe essere avvocata nostra guarda verso gli eletti e non verso i dannati,perché miseramente gli uomini si trovano al cospetto di Dio : quindi Maria guarda la miseria umana. Alla nostra destra in alto ci sono i simboli della Passione di Cristo ( la corona di spine e la croce) . A sinistra vi sono la spugna d’aceto e la colonna su cui è stato flagellato. Vi è un moto verticoso dei personaggi,ma la rappresentazione è sempre pacata : lo sfondo blu lapislazzulo fa risaltare gli ignudi bronzei per contrasto e il cielo sembra quasi essere un cielo infinito. Tra coloro che sono costretti a scendere agli inferi si trova l’Aretino uno scrittore del ‘500 che regge la pelle scuoiata di Michelangelo in una mano e un coltello nell’altra : aveva infatti scritto parecchie cose negative su Michelangelo. Tutti questi ignudi non furono visti bene dal Papa Paolo III Farnese che provvide subito a far ricoprire le nudità chiamando il pittore Danilo da Volterra : siamo infatti nel periodo della Controriforma e dunque nella Chiesa si doveva mantenere un’immagine di profondo misticismo e di eccellenza. Circa 20 anni fa quando la Cappella fu restaurata si cercò di riportare le immagini così come erano secondo il progetto iconografico di Michelangelo.

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