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MICHELANGELO BUONARROTI

Michelangelo Buonarroti nacque vicino ad Arezzo nel 1475. Già da bambino dimostrava doti artistiche che volle a tutti i costi coltivare, nonostante il parere fortemente contrario del padre. Rimase orfano di madre a sei anni e la sua infanzia fu segnata inoltre da importanti difficoltà economiche della sua famiglia. Fu affidato ad una balia a Settignano, un paese dove c’erano cave di pietra e marmo e dove molti uomini erano scalpellini. In seguito il giovane affermò che insieme al latte bevve polvere di marmo e per questo motivo prediligeva la scultura come forma di arte.

La Pietà

Quando aveva soltanto 23 anni, nel 1498, il cardinale Jean de Bilheres gli commissionò un gruppo marmoreo rappresentante la Pietà, tema che consisteva nel rappresentare la Vergine Maria che tiene fra le braccia il corpo del Figlio deposto dalla croce. La Vergine che viene rappresentata è una fanciulla nel cui volto si vede un piccolo accenno di tristezza, essa tiene amorevolmente il corpo del figlio, invitando chi guarda a provare il suo stesso dolore. Per involgere il corpo nudo, liscio e perfetto del Cristo, Michelangelo usò un ampio panneggio con un efficace gioco di ombre profonde. L’artista propose di ammirare la perfezione nei corpi di soggetti giovani, perché essi avevano la stessa bellezza di Dio. Così l'artista realizzò qualcosa che la natura raramente riusciva a fare.

Il David

Nel 1501 l’ Opera del Duomo di Firenze gli assegnò l'incarico di scolpire per la cattedrale di Santa Maria del Fiore, una statua di David, dandogli un blocco di marmo che era già stato manomesso in passato. Era dunque un incarico più difficoltoso, perché partiva svantaggiato, ma quello che riuscì a realizzare con il marmo fu strabiliante. Per questo motivo il David era ritenuto superiore ad ogni altra scultura. Il giovane pastore, futuro re d’Israele, è colto nel momento che precede l’azione: la sua fronte è leggermente aggrottata in un momento che indica allo stesso tempo concentrazione e valutazione delle proprie forze rispetto a quelle dell’avversario. I muscoli sono in tensione e le mani nervose e scattanti, con le vene in superficie, sono pronte a far roteare la fionda per dar luogo all’azione. La superficie della scultura è levigata. Per le qualità morali che aveva questo nudo fu collocato non più nel Duomo, ma a Palazzo Vecchio, divenendone il simbolo.

La Cappella Sistina

Nel 1508 il Papa Giulio II offrì a Michelangelo l'opportunità di affrescare l’enorme volta della Cappella Sistina. Egli prima fu indeciso, in quanto si riteneva più scultore che pittore, ma nel 1512 accettò, rinunciando a mano a mano anche agli aiuti che aveva chiesto da Firenze. La volta venne organizzata fingendo delle membrature architettoniche alle quali l’illusione prospettica conferisce un realismo sconcertante. Infatti, essa si presenta attraversata in senso trasversale da arconi che appoggiano su una cornice corrente poco al di sopra delle vele triangolari e sorretta da pilastrini che affiancano i troni di sette Profeti e cinque Sibille. Gli arconi e la cornice ripartiscono la superficie centrale in nove riquadri con scene tratte dal libro della Genesi, cinque dei quali sono di dimensioni minori, poiché lasciano spazio a dieci grandi coppie di Ignudi che reggono altrettanti medaglioni a monocromo con scene bibliche. Il tempo e il fumo avevano offuscato i colori dell’immenso affresco, ma un difficile e discusso restauro iniziato nel 1981 e conclusosi nel 1990, li ha riportati in sesto.

Il Campidoglio

Nel 1537 Michelangelo fu incaricato di sistemare la piazza del Campidoglio a Roma, dove Papa Paolo III voleva trasferire la statua di Marco Aurelio dalla sua antica collocazione in Laterano. Sul colle del Campidoglio c’erano due edifici collocati lungo direttrici che formavano un angolo acuto: a est c’era il medievale Palazzo Senatorio, a sud il Palazzo dei Conservatori. Michelangelo trasformò la piazza nella più bella di tutta la città, arricchendola di suggestivi reperti che la legavano alla storia romana. Ai due edifici già presenti ne aggiunse un altro a nord, il Palazzo Nuovo, simmetrico rispetto a quello dei Conservatori. Così si formò una piazza trapezoidale dove al centro collocarono la statua di Marco Aurelio a cavallo.

Basilica di S. Pietro

Alla morte di Bramante, Raffaello gli successe come architetto della Basilica di San Pietro. Dopo di lui altri si alternarono alla direzione della costruzione, ognuno facendo diversi progetti. Nel 1547 papa Paolo III affida l’incarico a Michelangelo. Egli propose una pianta centrale, limpida nella concezione e dall'interno luminoso. L'artista intervenne inoltre nella zona absidale con una struttura muraria. Alla morte dell’artista il progetto di costruzione della cupola fu continuato anche se probabilmente fu modificato durante la realizzazione senza tuttavia stravolgerlo tanto che rispecchia ancora nelle sue linee essenziali il disegno michelangiolesco.

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