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IL DAVID DI MICHELANGELO

Michelangelo subito dopo aver conosciuto la notorietà con la Pietà, in quanto ha lavorato per un ministro della chiesa, torna a Firenze tra il 1400 e il 1500, riceve un incarico prestigioso non più da Lorenzo il Magnifico, morto nel 1492, bensì dalla Repubblica fiorentina che gli propone di scolpire un blocco di marmo lungo e stretto che gli altri artisti in precedenza avevano rifiutato di scolpire, in quanto bisognava realizzare una figura compatta. Michelangelo si trova di fronte ad una sfida con cui avrebbe potuto dimostrare le sue capacità e sarebbe stato molto gratificato dal fatto di elevarsi rispetto agli altri scultori. Il David doveva essere collocata in una nicchia del Duomo di Firenze, ma in seguito, poiché piacque molto ai fiorentini, venne collocato dapprima di fronte piazza della Signoria, dove rimase per molti decenni e poi l’originale venne collocato nella galleria dell’Accademia mentre una copia fu destinata a Piazza della Signoria, dove venne preso anche a martellate.

Il David di Michelangelo è però iconograficamente molto diverso dallo stesso eroe biblico che era stato realizzato anche da Donatello che risponde ai canoni iconografici del 400: egli infatti si pone una domanda molto importante prima di realizzare l’opera ossia se un eroe si possa definire tale quando ha già vinto, e in questo caso specifico con la testa di Golia ai suoi piedi, oppure nel momento in cui osa sfidare e mettere in pratica un’impresa più grande di lui. Egli conclude che, per rappresentare un David simbolo anche dell’antico valore degli atleti greci, occorre rappresentarlo prima del combattimento, con la fionda in una mano e il sasso nell’altra, con tutte le parti del corpo in tensione e in particolare con gli occhi nell’atto di prendere la mira. La scultura è quindi formalmente perfetta, realizzata con i canoni classici che erano stati definiti da Policleto, anche per quel che riguarda il braccio portante a cui corrisponde la gamba flessa e il braccio libero e la gamba ugualmente leggera, ma anche qui i critici si sono posti una domande specifica: perché l’opera è tanto alta.
La bellezza quasi divina del personaggio, infatti, è giustificata dal fatto che è un eroe biblico, che deve quindi conservare la sua bellezza al meglio, ma è lo stesso eroismo a renderlo grande e quasi gigantesco e quindi egli scolpisce un personaggio che ha in sé un messaggio molto elevato. Nonostante però l’equilibrio formale perfetto e l’ostentazione della conoscenza del canone di Policleto si nota nella statua una certa sproporzione per quel che riguarda le mani e la testa: anche qui però Michelangelo, che era in grado di rappresentarle in modo pressoché perfetto, capisce che esse devono avere un ruolo preminente in quanto il David si serve della mente per decidere dove colpire e delle mani per scagliare la pietra. Il David, infine, si consolida come la rappresentazione dell’uomo tipicamente rinascimentale. Michelangelo viene riconosciuto come un grande artista a non soltanto Firenze e in Toscana, ma diviene egli stesso il paradigma dell’uomo rinascimentale il cui ideale è la riuscita.

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