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LA CAPPELLA SISTINA

La volta della Cappella Sistina, una chiesa dove ancora oggi si svolgono i riti più importanti e il conclave, fu il primo lavoro per cui Michelangelo fu costretto ad abbandonare in modo temporaneo la scultura per dedicarsi alla pittura: qui per la prima volta si cimentò con la tecnica dell’affresco. Il proposito di decorare la volta della Cappella Sistina all’epoca di Michelangelo era stata dello stesso Giulio II: già un suo predecessore e suo zio, Sisto IV, aveva deciso di edificare, accanto al palazzo del Vaticano e alla Basilica di San Pietro, una nuova parte architettonica, una cappella che, dal suo nome, venne denominata Sistina. Sisto aveva deciso di far affrescare i circa 500 metri quadri delle pareti e la volta con un finto cielo stellato, come era consuetudine all’epoca, ma Giulio decise di legare il suo nome al rinnovamento di tale cappella, poiché la decorazione con il finto cielo stellato non era di suo gradimento ed affida l’incarico a Michelangelo: egli tenta di opporre resistenza alla decisione del papa, ma quest’ultimo è irremovibile.

Nel 1508 iniziarono i lavori di ristrutturazione della cappella, che si protrassero per soli quattro anni, con Michelangelo costretto a lavorare come uno schiavo, quasi 12 ore al giorno, per tentare di terminare il più presto possibile tale incarico e riprendere il mausoleo: egli però non sapeva che proprio tale opera sarà il suo flop più grande, tanto è che da anziano parlerà della tragedia della sepoltura. Il ciclo completo degli affreschi è molto interessante in quanto fa comprendere la sua grande conoscenza delle Sacre Scritture, ma soprattutto è importante sottolineare che, poiché questa opera è quasi contemporanea al mausoleo, molti temi e principi che egli avrebbe dovuto trattare in questa opera sono ravvisabili nella Cappella Sistina.
Per analizzare la cappella Sistina bisogna partire dal centro, ma già nel momento in cui egli deve realizzare tale parte si pone un problema: una superficie tanto grande, infatti, potrebbe farlo cadere in una sproporzione, poiché lo spettatore si trova a grande distanza mentre lui invece, con il supporto di un’impalcatura lignea si trovava a stretto contatto con la volta, a volte addirittura sdraiato: per ovviare a tale problema crea una struttura, un reticolo, costituita da finti elementi architettonici e scultorei, in particolare delle cornici che formano delle figure geometriche, come rettangoli ed altre figure geometriche.
Attraverso questi finti elementi architettonici si crea degli spazi artificiali in cui andrà ad inserire le sue storie, costituite da ben nove episodi tratti tutti dalla Genesi, dalla creazione al diluvio universale, e gli episodi devono essere letti dal centro alla periferia. Certamente il più conosciuto di questi è l’atto della creazione in cui sono rappresentati Adamo e Dio padre, con il famoso passaggio della scintilla della vita, dell’alito della vita e con le due dita che non si toccano: attraverso tale episodio l’uomo viene sottratto dalle tenebre in cui era precipitato per giungere alla vitalità. Anche qui possiamo notare l’anatomia perfetta dei personaggi di Michelangelo ma soprattutto esso è particolarmente significativo in quanto ci permette di fare delle considerazioni che lo ricollegano anche alla altre opere di Michelangelo: i colori vivaci, gli elementi naturali minimali, l’importanza del colore oro e del significato intrinseco che la natura porta, tutti elementi già riscontrabili nel Tondo Doni.
Agli angoli di tali rettangoli posiziona, in alcune cornici di forma trapezoidale, della figure di ignudi, come li definisce lo stesso Michelangelo, che rispecchiano l’umanità pagana, come le sibille e i profeti, che avevano il fondamentale compito di fare da tramite tra l’uomo e Dio: la presenza delle Sibille, appartenenti al mondo pagano è spiegabile partendo dal presupposto che Michelangelo riscatta tutta l’umanità, anche quella che non ha avuto modo di conoscere Cristo. Infine nelle vele o lunette di colore verde trovano posto le rappresentazioni di alcuni degli episodi più importanti della successione delle 40 generazioni che precedettero la venuta di Cristo sulla terra. Uno solo degli episodi rappresentati nella cappella è davvero significativo, la creazione di Adamo, in quanto sintetizza la futura salvezza dell’umanità nel momento in cui Cristo ritornerà sulla terra per giudicare color che hanno agito correttamente in terra e chi no: inoltre tale tema sarà riprese e in un certo senso ampliato e completato da Michelangelo nel giudizio universale. La cappella Sistina di conseguenza narra la grande storia dell’umanità e dall’altra è molto importante per capire il modo in cui Michelangelo riesce a sintetizzare tutti e tre i modi dell’arte in questa opera.

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