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Bramante, Tribuna di Santa Maria

Un capolavoro milanese di Bramante fu la realizzazione della tribuna quadrata absidata che sostituì il presbiterio originario della chiesa domenicana di Santa Maria delle Grazie. All'interno, la tribuna bramantesca, luminosa, colpisce per il radicale distacco stilistico, proporzionale e dimensionale rispetto alla navata tardogotica: su una pianta tricora si innesta un vano cubico sormontato da una cupola emisferica con alto tamburo, per cui lo spazio quadrato sembra gonfiarsi e dilatarsi. Pur ispirata alla Sagrestia Vecchia, questa struttura presenta un innovativo repertorio formale: finestre nel tamburo finte e reali con colonnina centrale; le ruote negli arconi reggenti la cupola tramite i pennacchi; i rapporti proporzionali accentuati in altezza, le sottili correzioni ottiche che rendono più grande l'ambiente. Se evidente è il diretto intervento bramantesco all'interno della tribuna, esternamente essa, sovrastata da un tiburio poligonale a sedici lati con bifore nel loggiato separate da colonnine di marmi policromi, è decorata da un ricco rivestimento in mattoni e terrecotte di gusto tipicamente lombardo, dovuto all'intervento di maestranze guidate da Amadeo. Quando la duchessa Beatrice d'Este morì, il Moro decise di fare della tribuna un mausoleo per se e la moglie.

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