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Bramante, Chiostro di Santa Maria della Pace a Roma


Dopo la caduta di Ludovico il Moro, Bramante lasciò Milano e si trasferì a Roma, dove ottenne committenze altolocate e si dedicò allo studio appassionato e metodico delle rovine della città, alla ricerca di modelli per creare un nuovo classicismo nell'architettura. Il primo lavoro romano documentato di Bramante è il chiostro del convento di Santa Maria della Pace, la cui progettazione gli fu commissionata dal potente cardinale Oliviero Carafa e che venne realizzato da maestanze lombarde e toscane. Il chiostro è impostato sia in pianta sia in alzato su un modulo quadrato, secondo l'insegnamento di Brunelleschi, ma del tutto inedita è la concezione monumentale che trasforma il piccolo spazio in un ambiente classico e in un organismo centrico: l'ordine ad arcate del piano terreno, con le lesene ioniche su alti plinti addossate ai pilastri tuscanici, così come il cornicione sommitale a mensoloni si ispirano al Colosseo; il secondo ordine, con pilastri a fascio a cui sono addossate lesene composite alternati a colonnine corinzie, ha un ritmo diverso, a sottolineare la destinazione privata. Originale è la soluzione degli angoli: per alleggerirli, invece di accostare due lesene o piegarne una a libro, Bramante decise di affondare un pilastro nella muratura.

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