Genius 18666 punti

Novara: battistero e broletto

Battistero

É l’edificio più vecchio di Novara in quanto, grazie alla tecnica della termoluminescenza, sappiamo che 7/10 mattoni risalgono al 1500.
Il battistero ha forma ottagonale come simbolo cristiano in quanto le otto facce rappresentavano i sette giorni di vita del buon cristiano più uno che veniva promesso dopo la morte.
La struttura prevede una vasca centrale in cocciopesto, dalla quale partono due canaletti di 9m ciascuno, uno d’entrata e uno di uscita dell’acqua. Si può così supporre che in epoca romana proprio lì si trovassero le terme.
Mentre prima si poteva accedere al battistero attraverso tre porte, ora l’accesso è unico, in quanto è rimasta solo la porta centrale.

Le cappelle sono chiuse da volte e alternate (una semicircolare e una rettangolare) in modo che si vengano a creare due croci che hanno centro nella vasca centrale. Le colonne sono decorative e non di struttura portante; sono uguali a due a due e su di esse si trovano dei buchi poiché lì erano fissati cancelli che recintavano le statue poste nelle cappelle. Le statue ora sono situate a Varallo Sesia.

Tutto il battistero in origine era rivestito da mosaici di artisti bizantini; ora i mosaici sono rimasti solo nelle finestre. Gli affreschi risalgono al 1600, mentre la cupola intorno all’anno 1000. La parte sopraelevata di quest’ultima dove si trovano le finestre è tutta affrescata. Vicino alle finestre vi sono dipinti, mentre sopra di esse si trovano le scene dell’Apocalisse dipinte da un ignoto (Maestro dell'Apocalisse). Di lui sappiamo solo che è molto colto in quanto si rifà all’Apocalisse di San Giovanni, la più difficile da tradurre.

L’unica parete senza finestre è stata ridipinta nel 1400 perché rovinatasi a causa di infiltrazioni d’acqua che hanno danneggiato il dipinto. L’autore è Joannes de Campo, molto colto perché utilizza la tecnica del chiaroscuro. Il dipinto si intitola “Cristo in mandorla” e rappresenta appunto Gesù in una mandorla (dentro dolce e dura fuori perciò è un simbolo che rimanda alla vita del buon cristiano), sotto la quale vi sono i dodici apostoli che srotolano il credo. La tinta della mandorla è ad arcobaleno, simbolo che sta a rappresentare il legame tra cielo e terra.

Nel 1968 avviene il Restauro Chierici che però danneggia ancor di più gli affreschi. Si perdono così i dipinti della cupola, anche se sappiamo comunque che vi erano rappresentati i quattro evangelisti alternati ad angeli con gli occhi sulle ali.

Nella cappella di fronte all’entrata è presente uno dei 120 reperti romani di Novara: il monumento funebre a Umbrella Polla (questo monumento le era stato offerto da una schiava che lei aveva liberato). Il coperchio che vi era è andato perduto perché questo reperto era stato messo nella fonte battesimale come vasca per il battesimo.

Entrando, nella cappella a destra di quella frontale, si può notare un danneggiamento alla parete dovuto al “saggio stratigrafico”, per cui si studiano gli strati. Al di sotto, infatti, si trovava un’altra decorazione.


BROLETTO


Il nome deriva da Brolo (prato). È il vecchio palazzo municipale dove avveniva l’incontro dei membri della giunta comunale. Per la confusione, i cittadini vegono scacciati.

L’Arengo è la parte più vecchia e sappiamo che risale al XXII sec grazie alle prime testimonianze datanti al 1208in cui si parla dell’affresco sotto il tetto. La struttura è in laterizio da ciò possiamo dedurre che il comune di Novara fosse alquanto ricco perché, essendo tutti i mattoni dello stesso colore, aveva la possibilità di scegliere quelli che erano ad uno stesso grado di cottura. Grazie a questa prosperità economica, Alessandro Antonelli (1798-1888) potrà demolire nel 1865 la cattedrale novarese che non si regge in piedi, costruendone un’altra nel 1869.

Nel sottogronda dell’Arengo è presente una fascia decorativa creata con un impasto di stucco e altri materiali che è solido alle temperature. I soggetti raffigurati non si riconoscono perché evidentemente tutti conoscevano la storia e non c’era bisogno di riportarla in modo scritto e permanente.

Sotto le arcate si radunavano i magistrati e gli avvocati. Chi aveva problemi non gravi veniva ascoltato subito: il banditore saliva sul capitello rovesciato e esplicitava la pena. Spesso ci si doveva sedere sui carboni ardenti (quando pioveva c’era l’ombrello).

Dove sono situate le bandiere, si trova il Palazzo dei Paratici (arti e mestieri).
Di fronte all’Arengo vi è il Palazzo dei Podestà. I podestà provenivano da altre città; venivano, infatti, rappresentati i loro stemmi tra le arcate. Ora questo edificio contiene dei quadri risalenti ai secoli IXX e XX.
Di fronte al Palazzo dei Paratici è situato poi il Palazzo dei Referendari (ovvero dei contabili).
Sotto di esso le arcate sono aperte perché in origine lì c’erano le botteghe degli artigiani.

Ora l’Arengo è utilizzato per mostre e, quando viene eletto un uovo sindaco, il primo consiglio comunale avviene qui.

Registrati via email