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Bartolomeo Bianco - Il Collegio gesuitico di Genova

A partire dal 1550, Genova, ricca città mercantile, era stata oggetto di consistenti interventi di abbellimento culminati nell’apertura della celebre Strada Nuova (oggi via Garibaldi), su cui si affacciano numerosi palazzi signorili. Tale processo continuò nella prima metà del Seicento, quando il maggior architetto attivo in città fu Bartolomeo Bianco, di origine comasche, a cui spetta anche la risistemazione urbanistica del capoluogo: fu lui, infatti, a progettare la nuova arteria viaria aperta nel 1606, via Balbi, che consentì di collegare il porto con la zona occidentale della città. Nella prima metà del Seicento la strada venne abbellita da molti edifici prestigiosi, alcuni dei quali opera dello stesso Bianco, tra cui spicca il Collegio gesuitico, attualmente sede dell’università. L’edificio è caratterizzato da un ampio cortile interno costruito su un doppio ordine di arcate, impostate su colonne binate. La struttura risulta movimentata per assecondare la conformazione del terreno. Il palazzo infatti si sviluppa su diversi livelli, raccordati da uno scalone monumentale da cui si diparte una serie di rampe che conducono ai piani superiori. Il Collegio gesuitico, dalle forme sobrie e rigorose, diede origine a una tipologia architettonica che troverà largo impiego, anche in altre città del’Italia settentrionale, negli edifici commissionati dall’ordine di Gesù.

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