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BAROCCO

La situazione politica dell'inizio '600 è caratterizzato da alcune nazioni che vivono un periodo di grande sviluppo (come Inghilterra, Francia, Olanda) grazie ai commerci nelle colonie e alla vivacità della borghesia, altri invece di crisi (come la Spagna, l'Italia, l'Impero Asburgico), queste inquietudini dal piano socio-politico si spostano poi sul piano religioso e culturale, basti pensare al processo e alla condanna a morte contro Galileo. La rivoluzione naturalistica operata da Caravaggio da uno spunto agli artisti nei vari paesi, tanto che si diffuse in vari paesi europei come Olanda (Rembrandt, Vermeer), Francia (Poussin e Lorrain) e Spagna (Velázquez). Sull'origine del termine Barocco si è ancora incerti, è certo invece che per i critici del '700 era un'arte di pessimo gusto, solo successivamente grazie a critici tedeschi venne rivalutata la sua complessità e ricchezza.
In Italia Roma continua ad essere il centro più vivo dell'arte e meta di diversi pittori, in particolare il papa diventa mecenate di diversi artisti, come Pietro da Cortona, Bernini, Borromini, Baciccio, Andrea Pozzo, ecc. tutti non nativi di Roma, ma che si fanno conoscere molto velocemente. Anche i Gesuiti hanno un ruolo di grande importanza per la diffusione del Barocco; caratterizzati dalla loro missione di evangelizzazione, istruiscono alla dottrina cattolica proprio attraverso l'arte Barocca.
Le caratteristiche di questa arte sono la rappresentazione dell'estasi, con la quale l'espressività esteriore diventa specchio dell'esperienza interiore; la teatralità delle rappresentazioni e la volontà di stupire l'osservatore.

RUBENS

Opera in un momento di passaggio, non si può definire precisamente il suo movimento di appartenenza, ma è certo che nelle sue opere sono presenti motivi che saranno poi caratteristiche fondamentali del Barocco. Iniziata la sua formazione tra Anversa e Colonia, giunge poi in Italia a Venezia dove studia le opere di Tiziano, del Tintoretto e del Veronese. Giunto a Mantova conosce le opere di Giulio Romano e diventa artista di corte presso i Gonzaga. si trasferisce poi a Roma dove studia le opere di Michelangelo e Raffaello e si occupa anche dello studio dell'antichità. Circoncisione, Madonna della Vallicella adorata dagli angeli, Arrivo della regina a Marsiglia (è importante perché in un particolare ci sono le donne tipiche di Rubens, grosse e in pose contorte): le caratteristiche di Rubens sono:
1)dinamismo della composizione, sia per il chiaroscuro, sia per la dilatazione dello spazio;
2)contrasti cromatici tra colori caldi e vibranti e colori freddi;
3)tutte le tele sono piene di personaggi (caratteristica che anticipa il Barocco).

PIETRO DA CORTONA

Si forma principalmente grazie alle opere di Tiziano. Particolare della volta dipinta in Palazzo Barberini. Trionfo della divina provvidenza: le api laboriose sono l'emblema della famiglia, tutto il dipinto pieno di personaggi, illusionismo architettonico, prospettiva di sotto in su come Mantegna e Correggio

BERNINI

Caratteristiche della sua opera sono il dinamismo, la libertà inventiva e grande abilità nel plasmare la materia, si forma con l'arte classica, soprattutto quella ellenistica. David: colto nel culmine del suo gesto, mentre sta per colpire Golia, l'avversario non si vede, ma si coglie la sua presenza nei gesti e nell'espressione dell'eroe. La rottura con la tradizione rinascimentale e manieristica sta proprio in questo, nel bloccare il movimento al culmine. Apollo e Dafne: ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, grande dinamismo, effetto pittorico più che plastico. Baldacchino sulla tomba di San Pietro: enorme struttura in bronzo, che regge su quattro colonne tortili con capitelli corinzi e coronata da volute che si incurvano a dorso di delfino, riecheggia i baldacchini che si innalzavano nelle chiese romane durante le cerimonie liturgiche, solo che queste ultime erano create esclusivamente per quelle cerimonie e poi erano tolte, mentre questa del Bernini è fissa. Transverberazione (o estasi) di santa Teresa: Cappella Cornaro nella chiesa di santa Maria della Vittoria. Grande espressività, particolarismo, effetti plastici e allo stesso tempo pittorici che hanno lo scopo di catturare la luce, grande dinamismo. Fontana dei fiumi: in piazza Navona. Associa il motivo trionfale dell'obelisco con un basamento che imita degli scogli, palme, zampilli d'acqua e statue allegoriche. Fusione tra elementi naturalistici e personaggi, che sono seduti quasi in bilico sulle rocce. Colonnato della basilica di San Pietro: fu chiamato da papa Alessandro VII. Doveva affrontare problemi di vario genere, come ad esempio correggere l'eccessiva orizzontalità della facciata realizzata dal Maderno e raccordare alla basilica il palazzo papale. Costruisce così un quadriportico "a tenaglia"; la parte subito collegata alla chiesa presenta due bracci posizionati non parallelamente, ma in modo obliquo che enfatizzano la grandezza della facciata, l'enorme piazza è invece a pianta ovale, con colonne d'ordine dorico e al centro un obelisco e due fontane al posto dei fuochi; issate sopra alla trabeazione ci sono statue di santi che rappresentano la gloria della Chiesa trionfante. Bernini inoltre aveva progettato di costruire un'ulteriore portico all'altezza dell'aperta della "tenaglia" che avrebbe avuto il compito di celare fino alla fine la grandezza della piazza per coloro che giungevano dal Tevere, ma con la morte del papa il lavoro fu interrotto e ripreso solo successivamente, ma a scapito del progetto del Bernini.

BORROMINI

Giunto a Roma dal Canton Ticino, non ebbe vita facile a causa della grande e immediata fama che aveva raggiunto Bernini. Chiesa e convento di San Carlino alle Quattro Fontane: si chiama così perché all'esterno della chiesa c'è una fontana costruita in ogni angolo dell'incrocio ed una parte particolare di Roma perché in ogni punto io mi fermi lungo le quattro direttrici si vede un obelisco. Costretto dalla ristrettezza dello spazio, organizza gli ambienti del convento intorno a un chiostro rettangolare dove l'elemento nuovo degli angoli smussati e convessi fa perdere alle strutture la loro rigidità, attorno al vano ellittico ci sono quattro enormi nicchie che creano un continuo unificarsi di linee concave e convesse; la cupola ovale, raccordata alle quattro arcate attraverso dei pennacchi, è decorata con cassettoni che creano un intricato disegno a cellette che vanno rimpicciolendosi verso la sommità (dove è dipinta una colomba, simbolo dello spirito santo) per aumentare alla vista l'impressione dell'altezza, la cupola è illuminata da quattro fessure poste nei quattro lati. Chiesa Di San'ivo Alla Sapienza: pianta a forma di fiore, a simmetria centrale molto articolata, la cupola si innalza direttamente sui muri perimetrali, ha la stessa forma a stella ed è illuminata oltre che dalla lanterna, da sei alte finestre tagliate sulla trabeazione. Caratteristiche del Borromini sono la trasgressione e la libertà, questo si trova ad es. nei ritmi spezzati, cioè nel mettere insieme superfici concave e convesse, ma soprattutto nell'altissima lanterna che termina con una spirale.

VELÁZQUEZ

Protagonista del naturalismo così come Caravaggio, forse si formò a Siviglia e in qualche modo conobbe le opere di quest'ultimo. Egli non si converte al tardo-manierismo preferendo invece le rappresentazioni della realtà e della quotidianità; infatti le sue prime opere erano sul tema della cucina, dei banchetti, raffiguranti cuoche, sguatteri ed esposizioni di natura morta. Si affermò come ritrattista a Madrid. Trionfo di Bacco (o I Bevitori): è legato ad un forte anticonformismo, raffigura il tema mitologico in una scena all'osteria ambientata all'aperto, nella quale i personaggi sono dei pastori rappresentati attraverso una potente fisicità. Innocenzo X: è legato al realismo e allo studio psicologico dei personaggi, lo sguardo e l'espressione del volto sono studiati minuziosamente e sembrano veri, così come i tessuti, egli valorizza lo splendore della materia con accostamenti di colori puri e una stesura del colore larga e sintetica. Las meninas: è una delle più famose ed è particolare per l'iconografia; rappresenta l'infanta accompagnata dalle damigelle, con due nani e un cane, che entra all'improvviso nella stanza dove il pittore (autoritratto) sta ritraendo i suoi genitori, che sarebbero "al di fuori del dipinto" e si vedono ritratti nello specchio, grande realismo e gioco di luci.
REMBRANDT: studia ad Amsterdam sicuramente a contatto con le opere di Caravaggio. La sua arte varia molto a seconda dei vari momenti della sua vita e questo si può verificare in questi tre dipinti. Lezione di anatomia del dottor Tulp: il dottore sta mostrando l'articolazione nervosa del braccio di un cadavere agli allievi che si mostrano interessati e allo stesso tempo stupiti, la scena si mostra quasi drammatica basata sull'azione del professore e la reazione degli allievi. La luce proiettata sui volti e l'effetto del chiaroscuro rendono quasi un distacco tra i personaggi e l'ambiente circostante. Le figure sono ben rifinite con linee di contorno, grande realismo, studio dello sguardo e delle espressioni come Velázques. Ronda di notte: di 10 anni successiva. C'è una stesura più libera, solo i personaggi in primo piano sono curati, gli altri sono lasciati più abbozzati (tecnica cercata, anche perché la tela è grandissima), dinamismo, vibrazione dovuta al chiaroscuro, teatralità dei gesti, colore brillante e luce dorata che si contrappongono al fondo scuro. Benedizione di Giacobbe: Giacobbe sul letto di morte benedice i nipoti (quello biondo ha i tratti del figlio del pittore, Tito). E' sensibile al tema della vecchiaia e della religiosità, la prima perché è sinonimo di esperienza e sofferenza, la seconda perché il pittore ad un certo punto della sua vita si lega alla religione. Il volto della madre, i toni caldi e bruni, la luce dorata che avvolge il gruppo lasciando in penombra il figlio e l'ambiente, la definizione meno precisa dei contorni sono tutti aspetti che risaltano la tenerezza, l'umanità e allo stesso tempo la sacralità.

VERMEER

Pittore olandese di interni, è esponente eccezionale del naturalismo europeo. Conobbe sicuramente le opere di Caravaggio. Dipinge sempre gli stessi ambienti, forse stanze della sua casa, dove rappresenta donne intente a leggere, suonare, cucinare o che si intrattengono con uomini o conversano con altre donne. La luce rende gli atteggiamenti dei personaggi quasi in una dimensione contemplativa. Stradetta, La ragazza con l'orecchino di perla (è detta la Gioconda del Nord, il colore nero del fondo mette in risalto il viso della donna, tecnica già utilizzata da Leonardo), La lattaia, La merlettaia (taglio di tipo Nordico a 3/4, come avevamo visto in Antonello da Messina): i colori che utilizza sono quasi sempre il giallo, l'azzurro e il grigio, riducendo la scala delle sfumature, i colori sono stesi a macchia (ad es. il volto della donna che versa il latte), c'è un forte realismo e un'altra caratteristica è il particolarismo, tipico dei fiamminghi.

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