Ominide 817 punti

Jacopo della Quercia

Jacopo di Pietro D'Agnolo di Guarnieri, detto Jacopo della Quercia, nacque a Querciegrossa nei pressi di Siena tra il 1371 e il 1375 circa (seconda metà del XIV secolo). La sua formazione risentì degli influssi tardo gotici della grande tradizione dei Pisano. Morì nel 1438 (prima metà del XV secolo).
Lo stile di Jacopo della Quercia si sviluppò a partire dalla scultura gotica, soprattutto del gotico senese, dove il panneggio risponde ancora ai canoni medievali, fino ad avvicinarsi ad un gusto puramente rinascimentale, soprattutto nei corpi nudi e nei volti. Nei rilievi sviluppò uno stile ben diverso dallo stiacciato donatelliano, dove compresse le figure tra due piani invisibili, con linee nette e ombre ridotte al minimo. Il risultato del suo stile è quello di personaggi concentrati, energici ed espressivi.
Sepolcro di Ilaria del Carretto: intero e particolare, 1406-1407 (inizio XV secolo), marmo. Lucca, Sacrestia della Cattedrale.

È un’opera giovanile. È un monumento funebre, rappresenta la figura della defunta, giovane donna morta per parto. Il monumento rappresenta una fase di transizione tra il gusto tardogotico e quello rinascimentale, infatti la veste della donna, con il suo panneggio accentuato, e il suo volto, allungato e stilizzato, rispondono ai canoni medievali, mentre i putti stilizzati che reggono i festoni sono elementi classici. E infine il cane ai piedi della signora simboleggia la fedeltà del marito verso la defunta moglie.
Fonte Gaia: 1414-1419 (inizio XV secolo), conservata nel Museo dell’Ospedale di Santa Maria della Scala.
È un’opera commissionata, è molto complessa perché è un assemblamento di blocchi di marmo.
Rea Silvia: originale della Fonte Gaia, 1414-1419, marmo. Siena, Museo dell’Ospedale di Santa Maria della Scala.
Chiesa di San Petronio: Opere della maturità. Jacopo della Quercia è una novità a Bologna, in quanto essa era ancora legata alla tradizione tardo-gotica, quindi lui non viene visto di buon occhio perché era molto innovativo. Sopra le colonne della Chiesa sono poste 5 predelle a destra, dove intervengono anche altri artisti e 5 a sinistra, realizzate tutte da Jacopo della Quercia, due di queste predelle sono: La cacciata di Adamo ed Eva e Adorazione dei Magi.
La cacciata di Adamo ed Eva: particolare delle Storie della Genesi, 1425 (prima metà del XV secolo), marmo. Bologna, Chiesa di San Petronio, Porta magna. La predella è riempita completamente dai personaggi e lo sfondo è solo accennato, questo particolare lo differenzia da Donatello.
Adorazione dei Magi: particolare dei rilievi dell’architrave con episodi dell’Infanzia di Cristo, 1425 (prima metà del XV secolo), marmo. Bologna, Chiesa di San Petronio, Porta Manga.

Leon Battista Alberti

Basilica di Santa Maria Novella: facciata, 1439-1470 (dalla prima metà alla seconda metà del XV secolo), Firenze.
Attorno al 1439 la raffinata famiglia Rucellai chiede a Leon Battista Alberti di completare la facciata gotico- trecentesca della chiesa che adesso è posta davanti alla stazione di Santa Maria Novella. In questa occasione Alberti dimostra una eccezionale capacità nell’integrare i moduli rinascimentali sul tronco dell’illustre tradizione romanico-gotica fiorentina.
La parte inferiore di età romana era stata realizzata nel 1300 con un marmo bicromo (bianco e verde) che accentua la diversità dei materiali e gli archi richiamano una architettura gotica, Alberti, invece, completa la facciata studiando l’armonia e la simmetria della Basilica di San Miniato al Monte (1439-1470, facciata, XI-XII secolo. Firenze) e unisce la parte superiore e inferiore con una fascia, utilizza come modulo la figura geometrica di base il quadrato, ovvero la base della facciata è uguale all’altezza della Basilica, unisce la parte inferiore e superiore con un’altra figura geometrica di base, il cerchio ad esempio il rosone e le 2 volute sono in proporzione. Tutti gli elementi sono in armonia e sono ripresi dall’età classica, ad esempio il frontone, gli archi a tutto sesto e l’arco a punta che richiama la struttura dei templi.
Palazzo Rucellai: facciata, 1450-1460 (metà del XV secolo), Firenze.
Questo palazzo ha una funzione civile, appartiene alla famiglia di mercanti Rucellai, presenta molte finestre, prima invece erano più frequenti i porticati. Sulla facciata sono presenti lesene fra le finestre, che riprende il tema classico, e scandiscono le parti, quindi c’è armonia. Il palazzo presenta 3 livelli e lesene di ogni livello corrispondono ai tre ordini: 1° piano terra, ordine tuscanico, 2° piano ordine composito con in più delle piccole foglie e 3° piano ordine corinzio, questi tre ordini si ripropongono anche nell’architettura classica. Per ogni piano è presente una cornice sporgente. C’è il lucernaio che accentua il chiaro-scuro. Alla base dell’edificio è proposta una rievocazione dell’opus reticulatum di epoca romana.

Chiesa di Sant’Andrea: facciata, dopo il 1472 (seconda metà del XV secolo), Mantova.
Tempio Malatestiano: facciata, 1447 circa (metà del XV secolo), Rimini.
La facciata è incompiuta a causa della morte dei committenti, Alberti riprende dall’Arco di Augusto (27 d.C., Rimini) l’architettura classica. Gli elementi classici sono: il frontone triangolare, l’arco di trionfo, l’arco a tutto sesto e le semi colonne addossate alla parete di ordine corinzio, esse sono rialzate con una base dell’ordine dorico. Le due arcate nella facciata dovevano avere due logge che avrebbero ospitato il sepolcro dei due committenti. Uno dei due fianchi del Tempio è stato completato e sono presenti degli archi a tutto tondo dove andavano collocate le tombe di persone illustre di Rimini.
De pictura: 1448 (metà del XV secolo), Lucca, Biblioteca Statale.
De pictura è un trattato sulla prospettiva. Gli artisti diventano intellettuali e architetti, non solo più artigiani e il loro lavoro viene riconosciuto.
Veduta di città ideale: 1480-1490 (fine del XV secolo), tempera su tavola, 60x200 cm, Urbino, Galleria Nazionale delle Marche.
Quest’opera è stata attribuita ad Alberti perché non si sa se sia stato lui ha farla. Essa è uno studio di un impianto della città ideale, quindi non è più di un solo individuo.

Registrati via email