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L’ebe – Antonio Canova

Della scultura esistono quattro esemplari, diversi tra loro.
La prima e la seconda versione dell’Ebe furono criticate dai contemporanei per la mancanza d’espressione del volto e per l’espediente della nuvola che sostiene il passo della fanciulla. Diverso fu l’atteggiamento dello scultore nei confronti della nuvoletta di sostegno, che nella terza e nella quarta versione venne trasformata in un tronco d’albero.
L’artista ricoprì il marmo con una patina dorata mista a cera sulle parti nude e utilizzò materiali metallici per il vaso e la coppa.
Nella quarta Ebe, oltre alla coppa e all’anfora, realizzò in bronzo dorato anche la collana.
Nell’Ebe di Canova si misurò un problema fondamentale, conciliare il movimento con la calma e compostezza.
La figura simbolo della fiorente giovinezza, è colta in punta di piede, in un procedere danzante, bilanciato dalla torsione del busto e dell’apertura delle braccia. La veste accentua l’effetto del moto.

La quarta statuetta si trova a Forlì, Pinacoteca civica.
Nell’Ebe Canova non si limitò a una pura citazione dell’antico, ma ne fece rivivere lo spirito, rimanendo fedele al vero in natura.

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