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Arco di ingresso di Castel Nuovo


Alfonso I d'Aragona, nell'ambito della ristrutturazione di Castel Nuovo, la fortezza eretta dagli Angioini, fece erigere tra due possenti torrioni un portale monumentale, ispirato agli archi di trionfo romani ma anche alla Porta di Capua di Federico II. L'impresa, durata diversi anni, fu diretta prima da Sgrera e poi da Laurana e coinvolse diversi scultori spagnoli, lombardi e toscani e forse anche Pisanello. La scultura, il cui marmo bianco emerge fra le torri laterali, è composta da due archi di trionfo sovrapposti, come già era stato fatto per la facciata dei Torricini del Palazzo Ducale di Urbino. L'inferiore ha i pilastri ornati da colonne corinzie scanalate e binate, mentre nei pennacchi sono scolpiti due leoni che con cornucopie reggono lo stemma della cassata. Segue un alto fregio scolpito con il Trionfo, che illustra l'ingresso del in città nel 1442, chiaramente ispirato ai rilievi dell'Arco di Tito e a quelli di età aureliana dell'Arco di Costantino a Roma. Il fornice superiore, più basso in modo da slanciare maggiormente il portale, è sovrastato da un coronamento con statue delle quattro Virtù cardinali entro nicchie conchigliate e da un timpano ad arco ribassato che ospita due divinità fluviali classiche sdraiate e reggenti cornucopie ed è sormontato dalla statua dell'arcangelo Gabriele nell'atto di sconfiggere il demonio.

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